Mercati azionari, i trader rimangono prudenti con un occhio rivolto alla Siria

Scritto il alle 08:51 da cmcmarkets

Dopo aver navigato in deciso rialzo per gran parte della seduta di ieri, il nervosismo per la situazione in Siria è tornato a pesare costringendo Wall Street a chiudere la seduta con solo un debole rialzo, nonostante il dato migliore delle attese sul Pil del secondo trimestre del 2013 (seconda lettura). Sembra che i trader abbiano ancora poca voglia di prendere posizioni significative sul mercato prima del lungo week end americano e in una situazione di forte incertezza. Oltretutto siamo alla fine dell’ultima settimana del mese.

La decisione del parlamento britannico di votare contro l’azione militare in Siria ha messo in luce le divisioni nel dibattito in corso. Gli strascichi di quanto accaduto in Iraq continuano a frenare il processo decisionale che potrebbe portare all’intervento.

La riluttanza a buttarsi troppo frettolosamente in una simile impresa al momento  ha ridotto la probabilità di un imminente attacco. Come risultato abbiamo visto un’apertura in modesto rialzo per l’Europa stamane, seguita poi da una svolta nel segno della debolezza, in attesa di una serie di dati economici attesi in giornata sia dall’Europa che dagli Stati Uniti.

Spostando l’attenzione sui dati macro, ieri abbiamo visto il tasso di disoccupazione in Germania stabile al 6,8%, uno dei livelli più bassi nel Vecchio continente. La prospettiva che ci aspetta oggi, con la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione di Europa e Italia, è totalmente differente.

Cominciamo dall’Italia dove ieri il governo ha trovato un compromesso sull’Imu, smantellandola a favore di un nuovo tributo e rimandando ulteriormente le decisioni sulle riforme più impopolari ma anche più necessarie. Il tasso di disoccupazione per il Belpaese relativo al mese di luglio è atteso oggi in crescita al 12,2 per cento da 12,1% precedente, un nuovo massimo record. E’ improbabile che la situazione migliori fino a che il governo non interverrà sui diritti acquisiti che strangolano l’economia.

Allargando lo sguardo a tutta l’Eurozona, a luglio la disoccupazione dovrebbe confermarsi al 12,1% un gradino sotto il massimo visto un paio di mesi fa. Considerando il piccolo passo indietro della disoccupazione in paesi come la Spagna, c’è la possibilità di un calo anche se, a causa dei fattori stagionali (turismo), potrebbe trattarsi solo di un movimento stagionale.

Tratto da Market Commentary di Michael Hewson, senior market analyst CMC Markets

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