Euro attende i dati sull’inflazione, Lira turca ancora sotto pressione su scandalo Erdogan

Scritto il alle 18:50 da Redazione Finanza.com

E’ stata una seduta debole per le borse mondiali che hanno ancora una volta dovuto fare i conti con i dati deboli arrivati dagli Usa. La fiducia dei consumatori a febbraio si è attestata a 78,1 punti contro i 79,4 del mese precedente (dato rivisto al ribasso). Buona la componente corrente, salita ai massimi da aprile 2008, mentre la parte prospettica è scesa in maniera sensibile. In settimana arriveranno altri dati macro interessanti dagli Usa. In modo particolare, l’attenzione degli operatori si concentrerà sugli ordini di beni durevoli in agenda giovedì, e sulla seconda lettura del Pil del 4° trimestre, attesa per venerdì. Per quest’ultimo, ci aspettiamo un ridimensionamento rispetto alla stima flash di un mese fa, visto l’allargamento del deficit commerciale a dicembre. Importante sarà valutare l’apporto dei consumi, considerato ancora troppo debole nel dato complessivo.

Sul fronte eurozona, gli investitori hanno i fari accesi sulle sedute di giovedì e venerdì, quando saranno rese note le stime flash sull’inflazione di Germania e area euro relative al mese di febbraio. Saranno gli ultimi dati a disposizione di Draghi per poter valutare una possibile azione nel meeting del 6 marzo. Ci aspettiamo che dei dati in linea o inferiori al mese precedente possano eliminare ogni dubbio sulle prossime manovre di politica monetaria. Le vendite sull’euro potrebbero essere importanti in corrispondenza di questi dati.

Tra gli Emergenti, si riaccendono le tensioni sulla lira turca dopo la diffusione della notizia che vedrebbero il coinvolgimento del premier, Recep Tayyip Erdogan, negli scandali di corruzione. La divisa turca è finita nuovamente sotto pressione e ha toccato i nuovi minimi da oltre due settimane, sia verso dollaro che verso euro. Sotto pressione sono finiti anche i bond turchi e la borsa di Istanbul. Diventano più insistenti le richieste di dimissioni del premier e il ritorno alle urne, alla luce anche degli sviluppi in Ucraina del week end.

EUR/USD
Si sta dimostrando più forte del previsto la resistenza collocata a 1,3770 per il cross Eur/Usd. Il cambio è tornato a ridosso di questi livello dopo una veloce discesa intraday a cui abbiamo assistito dopo il dato sulla fiducia statunitense. Il superamento di questi massimi sarebbe preludio per un possibile allungo in direzione di 1,3830 e 1,39, top di fine 2013. La forza della moneta unica dovrebbe poi stemperarsi con i dati in arrivo sul fronte inflazione. Il primo livello di supporto rimane su 1,3685, bottom della scorsa ottava. Il cedimento di questo livello potrebbe creare i presupposti per un’estensione della discesa a 1,3560, minimo da oltre due settimane.

EUR/TRY
Forte accelerazione nella notte per il cambio Eur/Try, che ha toccato temporaneamente i massimi dal 4 febbraio scorso salvo poi ritracciare lievemente nel corso della seduta. Dal punto di vista grafico, i prezzi sono tornati per la terza volta al test della resistenza collocata a 3,0530. Il superamento di questi livelli getterebbe le basi per un allungo in direzione di 3,09, top da inizio mese. Non possiamo escludere che se le tensioni politiche dovessero intensificarsi e sfociare in una guerriglia civile, la lira turca possa deprezzarsi ulteriormente e rivisitare i livelli visti a fine gennaio quando era arrivata in area 3,27. Un rientro delle tensioni dovrebbe riportare le quotazioni sotto 3,00.
VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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