Operatori scommettono su nuove misure Bce e Pboc, Wall Street ragiona sul rialzo dei tassi

Scritto il alle 18:24 da Redazione Finanza.com

Proseguono intorno alla parità gli indici azionari a Wall Street nonostante i dati macro migliori delle attese. Gli ordini di beni durevoli a febbraio sono saliti del 2,2% m/m contro l’1% atteso, mentre il dato che esclude la componente dei trasporti si è attestato a +0,2% m/m. La performance positiva del dato generale è stata per lo più determinata da una sottovoce molto volatile, ovvero quella degli ordini di velivoli per la difesa. Questo potrebbe non aver entusiasmato gli investitori. Nonostante il clima nell’Europa dell’Est appaia più disteso, il sentiment rimane molto fragile e i recenti volumi in borsa ne sono una dimostrazione. Anche il Bund che continua ad avere rendimenti in costante permanenza sotto l’1,6%, conferma in qualche modo che la cautela rimane alta.

Chiusura positiva anche le borse europee, con il Dax che si è portato ai massimi delle ultime due settimane, sopra area 9.400 punti. Gli operatori continuano a ragionare sulle prossime mosse della Bce e questo traina gli acquisti in borsa. L’attenzione rimane ora rivolta ai dati sull’inflazione di marzo in agenda questo venerdì per la Germania e lunedì prossimo per l’eurozona. Ci aspettiamo forte volatilità su tutti i mercati. Brutto esordio in borsa per King Digital, la società che ha sviluppato Candy Crush Saga, che ha iniziato gli scambi al New York Stock Exchange a 20,50 dollari per azione, contro i 22,50 del prezzo dell’IPO, toccando un minimo a 19,17 dollari.

Forex: Aussie in forte recupero, yen sostenuto da cautela e chiusura anno fiscale
Sul fronte valutario, oggi i movimenti più interessanti hanno riguardato il dollaro australiano, in forte spolvero verso tutte le divise mondiali. Nell’Economic Outlook della Banca centrale australiana, il governatore, Glenn Stevens, ha fatto sapere che l’ipotesi di un taglio dei tassi rimane fuori discussione e le prospettive economiche stanno migliorando. Particolarmente interessante il fatto che il recupero dei mercati e il clima più disteso non stanno rispettando la canonica correlazione inversa con la divisa nipponica. Questo indica, da un lato, che permane la cautela tra gli investitori, dall’altro, che gli esportatori nipponici in vista della chiusura dell’anno fiscale (31 marzo) stanno acquistando yen in cambio di valuta estera.

Italia: Lusso mette le ali al listino, ma i volumi restano bassi
Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un rialzo dell’1,1%, a quota 21.050 punti. Il ritorno sopra area 21 mila punti è senz’altro positivo, anche se i volumi bassi fanno sorgere dubbi su questo rally. A Milano volano le banche popolari e il comparto del lusso. Le performance di quest’ultimo settore potrebbero riflettere l’aspettativa degli operatori per una politica monetaria espansiva in Cina, dopo i dati deboli rilasciati di recente nel gigante asiatico.

Titoli di Stato: aste Btp, domanda sotto pressione dopo annuncio BTp Italia
Sul fronte governativo, inizia nel migliore dei modi la tre giorni di aste per il Tesoro italiano, con il Ctz a 2 anni che ha visto i rendimenti scendere ai nuovi minimi dall’introduzione dell’euro, in area 0,70%. La domanda è rimasta solida. La nostra sensazione è che il successo non sembrava essere così scontato dopo le parole della Yellen della scorsa settimana. L’aspettativa di un rialzo anticipato dei tassi di interesse negli Usa ha messo pressione ai titoli a breve termine statunitensi e rischiava di avere un impatto anche sui titoli di Stato italiani. Così non è stato. Domani sarà la volta dei Bot a 6 mesi, mentre venerdì saranno collocati Btp a 5 e 10 anni fino a 6,75 miliardi di euro e CCteu per 3,25 mld. Osservato speciale rimarrà la domanda per i Btp, dato che ci aspettiamo che il recente annuncio del BTp Italia potrebbe mettere limitare la richiesta per questi titoli.

Materie Prime: Oro al test dei 1.300 dollari, minimo da 6 settimane
Tra le commodity, riprende la discesa l’oro, con il prezzo spot che si è spinto sino all’area dei 1.300 dollari/oncia, minimo dal 14 febbraio. Si tratta di un livello psicologico importante, dove il metallo prezioso potrebbe cercare un rimbalzo. L’oro è finito sotto pressione con il raffreddamento delle tensioni in Ucraina e dopo le parole da falco della Yellen. Neanche la prospettiva di un allentamento monetario in Cina sembra fornire un sostegno alle quotazioni in questo momento.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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