Draghi apre al Quantitative Easing, Euro/Usd ai minimi da oltre un mese

Scritto il alle 18:17 da Redazione Finanza.com

Seduta contrastata per le borse che non sono state scosse più di tanto dalle parole accomodanti di Draghi. Due gli spunti interessanti del discorso. In primo luogo, il numero uno dell’Eurotower ha dichiarato che il consenso sulle misure non convenzionali sembra essere unanime tra i membri del board. Si tratta di un passaggio chiave interessante, dato che sinora le indicazioni che erano arrivate mostravano ancora una certe spaccatura all’interno del comitato esecutivo. In secondo luogo, la mancata azione nel meeting odierno è stata giustificata dal fatto che il recente rallentamento dell’inflazione non è stato sufficiente a modificare le aspettative inflattive della Bce. Draghi ha precisato che la crescita debole dei prezzi al consumo a marzo è stata determinata da elementi temporanei e stagionali, in modo particolare dallo spostamento della Pasqua, caduta lo scorso anno il 31 marzo, mentre quest’anno è il 20 aprile.

Nonostante si sia discusso di un taglio dei tassi, la Bce ha preferito non agire. La decisione, a nostra avviso, è stata strategica. Una simile decisione non avrebbe sicuramente appagato gli operatori e gli effetti sull’economia sarebbero del tutto scarsi, visti i tagli degli ultimi anni.

La Bce potrebbe preferire attendere un peggioramento delle condizioni macroeconomiche per intervenire con misure più incisive, come un Quantitative Easing. A tal proposito, Draghi ha fatto sapere che sarà del tutto diverso rispetto a quello della Federal Reserve. Crediamo che le differenze potrebbero riguardare il timing di intervento (non mensile come per la Fed) e la natura degli asset oggetto di acquisto (prestiti alle imprese in luogo dei mutui cartolarizzati e dei titoli di Stato). L’interpretazione delle parole di Draghi ha messo pressione all’euro, che ha perso terreno verso le principali valute. Forti vendite hanno interessato anche la sterlina dopo i dati deludenti arrivati dai Pmi.

Hanno festeggiato solo gli indici della periferia, mentre il Dax ha terminato intorno alla parità, annullando il rialzo post Bce in concomitanza con il rallentamento degli indici Usa. Gli operatori oltreoceano preferiscono attendere i dati sui non farm payrolls prima di prendere posizioni sul mercato.

EUR/USD

Dopo una fase iniziale di salita, il cross Eur/Usd ha virato al ribasso in scia alle parole dovish di Draghi. Il cambio è tornato a mettere pressione al supporto di 1,37, livello testato due volte a marzo (il 5 e il 28). L’attenzione si sposta ora ai dati sui non-farm payrolls di domani. Dati superiori al consenso (ora a 200 mila unità) aprirebbero la strada per un affondo verso 1,3640 e poi 1,3560. La tenuta dei livelli attuali potrebbe gettare le basi per un rimbalzo tecnico. La principale resistenza si colloca in area 1,3810-1,3820, top settimanali. Solo sopra questi livelli, la moneta unica guadagnerebbe forza, arrivando a 1,3880.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 1,3750 con primo target a 1,3820 e 1,3880

SHORT sotto 1,3705 con obiettivi a 1,3640 e 1,3560

GBP/USD

Forte vendite sulla sterlina oggi, dopo i dati deludenti arrivati dagli indici Pmi. A marzo l’indice del comparto dei servizi si è attestato a 57,6 punti, livello più basso da giugno dello scorso anno. Il dato ha raffreddato un po’ tutti gli operatori che si aspettavano un rialzo dei tassi da parte della Bank of England entro la fine dell’anno. Nonostante la lettura deludente, il comparto dei servizi rimane in forte espansione e la lettura debole potrebbe essere solo temporanea. Il cambio Gbp/Usd è sceso ai minimi da una settimana, a quota 1,6575, 50% del ritracciamento di Fibonacci nell’ascesa partita a fine marzo. Solo una rottura di questo livello potrebbe riportare il cambio al test del supporto strategico di 1,6550, al di sotto del quale si aprirebbe lo spazio per un ritorno sui minimi del mese scorso, a 1,6465. Solo un riposizionamento sopra 1,66 allontanerebbe queste pressioni ribassiste di breve e darebbe spazio per un ritorno verso 1,6680, massimo settimanale. I target successivi rimangono a 1,6720 e 1,6785.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 1,66 con obiettivi a 1,6680 e 1,6720

SHORT sotto 1,6570 con obiettivi a 1,6550 e 1,6465

VINCENZO LONGO

Market Strategist IG

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