In attesa del FOMC il Pil Usa del primo trimestre 2014 è stato molto deludente

Scritto il alle 17:42 da Redazione Finanza.com

Settimana ricca di dati macroeconomici di particolare rilevanza che hanno aumentato la volatilità sui mercati valutari. Grande sorpresa è arrivata dalla stima preliminare sul PIL del primo trimestre statunitense. L’US Bureau of Economic Analysis ha comunicato che nel primo trimestre il prodotto interno lordo ha mostrato una crescita dello 0,1% su base annuale, ben peggiore rispetto all’incremento registrato nel trimestre precedente (+2,6%) e ben inferiore rispetto alle aspettative (consensus +1,2%). L’ufficio di statistica ha sottolineato come la stima sia stata realizzata su cifre incomplete e per avere una visione più concreta sull’andamento dell’economia americana si dovrà attendere il 29 maggio quando saranno rilasciate le nuove stime sul PIL del primo trimestre. Analizzando le cifre sul PIL è soprattutto la componente delle esportazioni a deludere (-7,4%) rispetto al positivo dato evidenziato nel quarto trimestre (+9,5%).

Il deludente dato sul PIL ha aumentato i dubbi sulle scelte del Board della FED. In serata avremo infatti le decisioni del FOMC in materia di politica monetaria. Nonostante il forte rallentamento della crescita delle attività economiche negli States, manteniamo comunque inalterate le nostre attese sulle prossime strategie monetarie della banca centrale del paese a stelle e strisce. Riteniamo che i tassi d’interesse rimarranno invariati su livelli bassi e si continuerà il processo di tapering ovvero la diminuzione graduale degli acquisti di titoli governativi da parte della FED. Prevediamo una flessione di ulteriori 10 mld di dollari degli stimoli monetari (acquisti mensili di titoli governativi – Treasuries e MBS – passeranno da 55 a 45 mld di dollari).

Venerdì avremo la pubblicazione dei NFP (non farm payrolls) ovvero i nuovi posti di lavoro creati dall’amministrazione Obama nel mese di aprile. Le nostre aspettative sono leggermente migliori di quelle del consensus (+210k). Crediamo, infatti, che l’esecutivo di Washington sia riuscito a creare 222 mila unità con un tasso di disoccupazione al 6,6%. Riteniamo inoltre che sia possibile una leggera revisione al rialzo dei due mesi precedenti.

Oggi appuntamento macroeconomico molto importante anche nella Zona Euro con le cifre sull’inflazione. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha mostrato una crescita dello 0,7% su base annuale, l’indice core (escluso energetici ed alimentari) dell’1%. Come previsto dagli esperti della BCE l’inflazione è tornata a salire nel mese di aprile dopo l’importante battuta di arresto di marzo (+0,5% a/a). Le pressioni deflazionistiche in forte rialzo nei mesi scorsi sembrano essersi allentate. Nonostante il dato crediamo che esistano ancora forti possibilità che l’istituto di Francoforte possa intervenire con misure non convenzionali per sostenere la liquidità e l’espansione delle attività economiche. La prossima riunione della BCE è prevista per l’8 maggio.

EUR/USD
Dal punto di vista tecnico, il cross EUR/USD dopo aver messo pressione alla trendline rialzista di breve periodo partita dai bottom di inizio febbraio ha mostrato una forte accelerazione rialzista sulla scia dei dati sull’inflazione zona euro e sul PIL USA. Per inviare concreti segnali di crescita il cambio dovrà superare la resistenza statica posizionata in area 1,39, condizione che getterebbe le basi per un ulteriore allungo in direzione degli obiettivi a 1,3967, livello strategico non solo in ottica di breve termine.

Tali prospettive grafiche rialziste incomincerebbero a vacillare con il cedimento del supporto dinamico menzionato in precedenza (trendline positiva di breve) al momento in transito a 1,3760, preludio a una possibile flessione in direzione di 1,37 e poi a 1,3670.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 1,39 con target a 1,3967. Incrementare sopra 1,3967 per 1,40 e 1,4050

SHORT sotto 1,3760 con obiettivi a 1,37 e 1,3670.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG

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