Bce: i minori rischi deflattivi fanno rimandare a giugno l’annuncio di un possibile QE in salsa europea

Scritto il alle 16:27 da Redazione Finanza.com

L’attesa degli investitori era grande. L’attesa non è però stata ripagata: la Bce mantiene tutto invariato ma si dice pronta ad agire nel prossimo meeting di giugno. “In estrema sintesi Draghi ha provato a guadagnare ulteriormente tempo, lasciando intendere che il meeting odierno è stata un’anticipazione della riunione di giugno”, commenta a caldo le parole del Governatore della Bce Carlo Alberto De Casa, analista di Activtrades.

Nel corso della consueta conferenza stampa post-decisione sui tassi, confermati come da attese al minimo storico dello 0,25%, il Governatore della Banca Centrale ha sottolineato i dati relativamente positivi sull’inflazione. La risalita allo 0,7% su base annuale registrata ad aprile, rilevazione giunta dopo lo 0,5% di marzo, secondo il numero uno dell’Eurotower permetterà di raggiungere il target del 2% alla fine del 2016.

“Si prospetta dunque un prolungato periodo di bassa inflazione, seguito da una lenta e graduale ripresa”, evidenzia De Casa, secondo cui però “in tutto ciò Draghi non è stato esaustivo sulle misure non convenzionali che saranno intraperse, se necessario,dalla Bce”.

Il cambio euro/dollaro ha reagito nervosamente, arrivando a sfiorare quota 1,40 nei primi minuti della conferenza di Mario Draghi (1,3994 il massimo), per poi ritracciare, scendendo sotto quota 1,39, verso quota 1,3860.

Draghi ha anche evidenziato i rischi geopolitici relativi alla situazione russa. Nonostante l’annuncio del rientro delle truppe dal confine ucraino, la situazione generale per il Governatore della Bce desta ancora preoccupazioni. Il mercato appare meno preoccupato da questo fronte, almeno vedendo l’andamento dei mercati finanziari.

“ Va detto che i mercati hanno prestato attenzione alle parole di Putin, con l’oro, safe haven per eccellenza, che è sceso del 2% ed il rublo che ha visto allentarsi le pressioni recuperando terreno dopo i bruschi cali delle ultime settimane”, nota con spirito analitico De Casa.

Se quella odierna era indubbiamente la giornata delle Banca centrale europea, anche quella inglese era chiamata ad esprimersi sulla propria politica monetaria. Nel meeting odierno, la Boe ha deciso di mantenere i tassi di interesse al minimo storico dello 0,5% e il piano di acquisti di titoli di Stato da massimi 375 miliardi di sterline.

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