Bce alza il velo sull’arsenale: festeggia la periferia dell’Eurozona, Dax fermato a quota 10 mila punti

Scritto il alle 16:57 da Redazione Finanza.com

La Bce alza il velo sul proprio arsenale, rispondendo alle attese del mercato. La portata storica delle operazioni di oggi ha riguardato diversi strumenti di natura convenzionale e non, proprio come il mercato si aspettava. I punti salienti sono:

1- il taglio dei tassi di rifinanziamento principale allo 0,15% (-10 punti base), quello sui depositi a -0,1% (-10 pb) e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,4% (-35 pb). Per tutti e tre i casi si tratta di nuovi minimi storici;
2-il prolungamento delle operazioni di rifinanziamento principale in modalità full allotment (piena soddisfazione delle richieste) sino a dicembre 2016 (da luglio 2015);
3- la sospensione del programma di sterilizzazione SMP che lascerebbe sul mercato circa 170 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva;
4- la nuova LTRO (Targeted Long Term Refinancing Operation, TLRO) per un ammontare iniziale di 400 miliardi di euro. Le banche dovranno indirizzare i fondi della Bce verso le imprese non finanziarie private. Le prime due aste ci saranno a settembre e dicembre 2014 e la scadenza prevista è a settembre 2018.

A seguito del lancio di questa nuova TLtro la Bce ha precisato che seguirà un programma specifico per migliorare la trasparenza delle operazioni dato che questi prestiti prepareranno il terreno per il Credit Easing. L’azione della Bce infatti non è destinata a terminare qui.

Draghi ha fatto sapere “che non è ancora terminato il piano della Bce” e che le prossime misure riguarderanno l’acquisto di asset. Per ora, possiamo certamente affermare che la Bce ha rispettato le attese del mercato, e la reazione delle borse sembra confermarlo.

Dopo l’accelerazione degli indici durante il discorso di Draghi, i mercati hanno ridotto i guadagni. Buona la reazione degli indici della periferia dell’Eurozona, mentre il Dax si è arrestato sulla resistenza forte dei 10 mila punti. Il Ftse Mib si è fermato al ridosso dei massimi di aprile scorso, a 22.150 punti. Anche l’euro/dollaro dopo un test al supporto strategico di 1,35, ha ripreso sensibilmente quota, tornando ai livelli pre-annuncio.

In realtà, abbiamo ragione di credere che gli operatori preferiscono attendere i dati di domani sui non farm payrolls prima di tornare a scommettere sul mercato. Le misure odierne, seppur eccezionali nel complesso, allontanano il timing per l’introduzione del Credit Easing, le cui previsioni iniziali puntavano per agosto-settembre.

La nuova tipologia della Ltro potrebbe inizieranno a produrre effetti solo dopo 3 o 4 trimestri e questo dovrebbe spostare l’acquisto di asset della Bce solo al 2015. Questo potrebbe deprimere il sentiment degli investitori.

Forex
Il cambio Eur/Usd, dopo il test al supporto di 1,35, ha accelerato al rialzo, arrivando sino ai massimi dell’ultima settimana a 1,3650. Il mancato superamento confermerebbe la fase discendente avviata dai massimi di maggio (a 1,40). Chiave sarà il dato sui non farm payrolls di domani. Se dovesse battere le attese (ora a 215 mila unità) è lecito attendersi un ritorno a 1,35, già domani. Il cedimento di questo livello nelle prossime settimane potrebbe aprire a un ritorno verso 1,33, bottom di novembre 2013. Questo scenario verrebbe violato solo da un superamento di area 1,3650, che potrebbe aprire a un allungo in direzione di 1,3730.

STRATEGIA OPERATIVA
LONG sopra 1,3650 con target a 1,3730
SHORT sotto 1,3480 con obiettivi a 1,33

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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