FOREX: segnali di debolezza per l’euro contro il dollaro americano

Scritto il alle 18:05 da Redazione Finanza.com

Grazie alle novità promosse dalla BCE e ai dati sul mondo del lavoro statunitense è tornata un po’ di volatilità sul mercato dei cambi. L’indice ATR – Average True Range (indicatore di analisi tecnica per la volatilità) sul grafico giornaliero del cambio euro/dollaro dopo essere sceso a testare i minimi storici ha evidenziato un leggero rialzo salendo dai 46 pips del pre-meeting dell’istituto di Francoforte ai 56 pips odierni. Ricordiamo come sia stato proprio il Governing Council a muovere un po’ i mercati valutari grazie alle proprie decisioni.

In sintesi il Consiglio Direttivo ha deciso di abbassare i tassi d’interesse (refi rate dallo 0,25% allo 0,15%, quelli sui depositi dallo 0% al -0,10%) e di promuovere nuove misure di politica monetaria volte a migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della stessa PM, sostenendo il processo di erogazione del credito all’economia reale.

Nel dettaglio la BCE ha promosso un nuovo tipo di aste mirate di rifinanziamento, le TLTRO, finalizzate a migliorare l’erogazione di prestiti bancari a favore del settore privato e inoltre si è impegnata a intensificare i lavori preparatori per l’acquisto definitivo di cartolarizzazioni (ABS – Asset Backed Securities).

Draghi nella conferenza stampa ha aggiunto che ci potrebbero essere ulteriori interventi (“we are not finished yet”). Dopo tali scossoni la settimana corrente non è particolarmente ricca di eventi macroeconomici.

Tra i più importanti ricordiamo le vendite al dettaglio negli Stati Uniti e le cifre finali sull’inflazione di Eurolandia nel mese di maggio. Settimana prossima con la riunione del Board della Federal Reserve potremmo avere altri movimenti importanti sui mercati valutari soprattutto se si modificheranno le attese sul prossimo rialzo del costo del denaro negli Stati Uniti (al momento da noi previsto nel terzo trimestre 2015).

Ricordiamo come nei prossimi giorni il Senato potrebbe dare la conferma alla nomina di altri membri votanti del FOMC (nuovo mandato per Lael Brainard e rinnovo del mandato per Jerome H. Powell) dopo aver già dato il via libera all’ex governatore della banca centrale israeliana Stanley Fischer.

EUR/USD
Dopo le forti oscillazioni di giovedì scorso il cambio tra la moneta unica e il biglietto verde ha mostrato una certa debolezza avvicinandosi ai bottom segnati la scorsa settimana a 1,3503. L’eventuale rottura di tale strategico supporto di medio/breve periodo creerebbe i presupposti per una estensione della flessione in direzione dei target situati a 1,3475, minimi annuali, e il più lontano 1,3375, 50% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa dai bottom della scorsa estate. Tali prospettive grafiche negative incomincerebbero a vacillare con il ritorno al di sopra di 1,3690, preludio a un possibile allungo verso 1,3750 e 1,38.

STRATEGIA OPERATIVA
LONG sopra 1,3690 con target a 1,3750 e 1,38;
SHORT sotto 1,35 con obiettivi a 1,3475 e 1,3380.

USD/ZAR
Ritorna a indebolirsi il rand sudafricano. Il cambio USD/ZAR ha mostrato due sessioni in forte rialzo, superando quota 10,70. Dal punto di vista tecnico l’eventuale vittoria al di sopra della resistenza a 10,80 circa darebbe ulteriore forza al cambio per salire ulteriormente verso gli obiettivi ipotizzabili a 10,96, dove ritroviamo i picchi di marzo e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai massimi annuali. Segnali di debolezza giungeranno, invece, con il cedimento dei supporti a 10,55, preludio a una possibile flessione fino a 10,40 e 10,27.

STRATEGIA OPERATIVA
LONG sopra 10,80 con target a 10,96 e 11,15;
SHORT sotto 10,55 con target a 10,40 e 10,27.

Filippo A. Diodovich
Market Strategist IG Italia

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