Luci ed ombre dietro il Pil Usa, per Montepaschi le discese potrebbero non essere terminate

Scritto il alle 17:27 da Redazione Finanza.com

Proseguono al rialzo gli indici a Wall Street nonostante il tonfo del Pil del primo trimestre. La stima finale è stata rivista a -2,9% annualizzato dal -1% della prima lettura e -1,8% del consenso. È il dato peggiore dal 1° trim del 2009. In realtà, un contributo negativo è arrivato dal forte calo delle scorte, segnale incoraggiante poiché apre a una ripresa dell’attività industriale nei mesi successivi. Segnali contraddittori sono arrivati anche dagli ordini di beni durevoli, che sono scesi inaspettatamente a maggio dell’1% m/m. Anche qui, bisogna rilevare che il dato ha risentito del calo di ordinativi del comparto della difesa. Infatti il dato che esclude questa voce è salito dello 0,6%. Inoltre, bisogna rilevare che sia gli ordini non evasi che le consegne hanno toccato i massimi dall’inizio della serie storica (1992).

Questi dettagli hanno ridimensionato lo shock degli operatori subito dopo la pubblicazione delle cifre macroeconomiche, portando in lieve territorio positivo Wall Street. Certo è che dopo le figure brillanti rilasciate a inizio settimana, quelle odierne ridimensionano le aspettative su un possibile rialzo anticipato dei tassi di interesse della Federal Reserve e rinvia la questione al 3 luglio prossimo, quando saranno resi noti i non farm payrolls.

Forex: Dollar Index precipita ai minimi da oltre 6 settimane dopo dati Usa
Sul fronte valutario, forte deprezzamento del biglietto verde verso tutte le valute dopo le brutte figure macro odierne. Il Dollar Index è sceso violentemente verso quota 80,10, minimi da 6 settimane, sull’aspettativa che con dei dati simili la riduzione degli stimoli sarà più graduale da parte della Fed. Anche il cambio Eur/Usd non è rimasto immune da questo movimento. Il cross è balzato sui massimi dal 9 giugno scorso a 1,3650. Viene pertanto confermata la permanenza all’interno del canale compreso tra 1,35-1,3675 sino al prossimo 3 luglio quando saranno poi congiuntamente sia Draghi che i Non farm payrolls a tentare di far uscire il cambio da questa lateralità.

Italia: MPS, titolo potrebbe arrivare sino a 1,26 euro
Il FtseMib ha terminato le contrattazioni in area 21.470 punti (-0,8%). L’indice ha perso oltre il 5% dai picchi di metà mese e la sua discesa è arrivata a un punto chiave. L’eventuale cedimento di area 21.400 aprirebbe a un affondo verso area 21 mila punti. Storia di giornata rimane MPS, che lascia sul terreno un -20%. Il titolo ha perso quasi il 45% dai massimi intraday della scorsa settimana e la discesa potrebbe non essere terminata qui. Man mano che prosegue l’esercizio del diritto il prezzo del titolo sembra allinearsi al costo sostenuto da coloro che hanno preferito acquistare i diritti la scorsa settimana. Sulla base di questo ragionamento la discesa potrebbe proseguire sino a 1,26 euro.

Titoli di Stato: Bund vola dopo dati Usa, rendimenti ai minimi da maggio 2013
Sul fronte governativo, oggi il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di euro tra Ctz2016 e Btp indicizzati 2024. Il rendimento del titolo più a breve termine è stato collocato al nuovo minimo storico dello 0,591%, contro lo 0,786% di fine maggio. Domani in agenda avremo l’asta Bot a 6 mesi fino a 7,5 miliardi, il cui rendimento potrebbe attestarsi poco sopra lo 0,32% contro lo 0,492% dell’asta di maggio. Sicuramente più interessante sarà l’emissione di venerdì, quando saranno collocati titoli fino a 8 miliardi di euro, tra cui il nuovo 5 anni. Intanto, i brutti dati Usa hanno fatto recuperare terreno ai Treasury e al Bund, con il rendimento di quest’ultimo che si è portato ai nuovi minimi da maggio 2013, all’1,26%.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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