FOREX: l​a Yellen rafforza il dollaro, l’inflazione spinge la sterlina e lo Zew deprime l’euro

Scritto il alle 17:15 da Redazione Finanza.com

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Proseguono in territorio negativo le borse Usa dopo l’audizione della governatrice della Federal Reserve, Janet Yellen, davanti alla commissione bancaria del Senato. Nonostante l’inversione di rotta di Wall Street, che aveva aperto sui nuovi massimi storici, non ci sentiamo di affermare che il mercato abbia dato il giusto peso alle parole della Yellen quando ha dichiarato che “i tassi di interesse potrebbero salire prima del previsto se il mercato del lavoro dovesse migliorare più velocemente”. Il numero uno della Fed, infatti, ha precisato che i dati attuali sono ancora troppo deboli per aprire a uno scenario simile. Nonostante il discorso odierno, continuiamo a vedere un rialzo dei tassi della Banca centrale Usa entro il primo trimestre del 2015. Anche se i dati macro Usa non dovessero brillare, i membri più restrittivi del board della Fed potrebbero far leva sull’eventuale accelerazione dell’inflazione nei prossimi mesi. Questo ci spinge a pensare che il vero switch di politica monetaria sarà il tasso di inflazione (PCE core), che in questo momento rimane ancora lontano dal target della Fed (al 2%), ma in accelerazione rispetto ai mesi precedenti.
Sul fronte macro, oggi, i dati sulle vendite al dettaglio non hanno brillato (+0,2% m/m contro attese di +0,6%) e solo la revisione al rialzo delle figure di maggio potrebbe aver avuto un effetto positivo. Positivo, invece, l’indice Empire State Manufacturing, salito ai massimi da aprile 2010. In Europa, male lo Zew, in calo per il terzo mese consecutivo. Questa volta anche la parte corrente ha registrato una forte battuta di arresto, incrementando i dubbi sulla ripresa dell’economia nell’eurozona. A farne le spese è stato l’euro, sceso ai minimi da quasi un mese contro il dollaro, mentre il cambio Eur/Jpy è tornato nuovamente sotto 138.
Se la Fed sembra temporeggiare, non si può dire la stessa cosa per la BoE. L’accelerazione dell’inflazione britannica di giugno ha portato forti acquisti sulla sterlina. Gli investitori, dato dopo dato, sembrano essere più convinti di un rialzo dei tassi di interesse entro la fine del 2014.

EUR/USD
Forte calo per il cambio Eur/Usd, che è sceso in parte per le deludenti cifre macroeconomiche sullo Zew e le parole della Yellen. Il cambio Eur/Usd è sceso sotto il supporto di breve periodo a 1,3580, toccando così i minimi che non vedeva da quasi un mese. Il principale target rimane a 1,35, livello toccato durante il meeting della Bce di giugno. A questo livello sta convergendo anche la trend line rialzista che congiunge i minimi crescenti degli ultimi due anni. L’eventuale cedimento di questo supporto darebbe seguito alla fase discendente avviata negli ultimi due mesi, con primo target a 1,33. Al rialzo la prima vera resistenza rimane a 1,3650, oltre la quale si aprirebbe lo spazio per il raggiungimento di 1,37, top di inizio mese.

STRATEGIA OPERATIVA
LONG sopra 1,3650 con target a 1,37
SHORT sotto 1,35 con obiettivi a 1,33

USD/GBP
Vola la sterlina verso le principali valute dopo i dati odierni sull’inflazione britannica, risultata più alta delle attese a giugno. Il cambio Gbp/Usd ha rotto così i massimi recenti, arrivando a lambire quota 1,72, livelli che non vedeva da ottobre 2008. La possibilità che la BoE possa anticipare la Fed nel rialzo dei tassi di interesse potrebbe spingere questo cambio ancora più in alto. Il primo target rimane ora a 1,75. Attenzione al cedimento del supporto psicologico collocato a 1,7050, minimo di oggi, al di sotto del quale si aprirebbe l’opportunità per un ritorno verso 1,7 e poi a 1,6920.

STRATEGIA OPERATIVA
LONG sopra 1,72 con target a 1,75
SHORT sotto 1,7050 con obiettivi a 1,70 e 1,6920

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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