FOREX: dopo le sanzioni Ue Rublo ai minimi da 3 mesi, vola il Dollaro Usa dopo il super dato sulla fiducia

Scritto il alle 18:00 da Redazione Finanza.com

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Invertono la rotta i listini statunitensi dopo le sanzioni della Ue alla Russia. Secondo quanto riportato dal Financial Times le sanzioni interessano i settori della tecnologia, della difesa, dell’energia e della finanza, confermando le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni. Era inevitabile che il mercato rimanesse scosso in qualche modo dopo l’annuncio. Bisognerà vedere se questo impatto sarà duraturo o meno. Oltre che al mercato equity, l’impatto si è riversato anche sul Rublo, che ha toccato un nuovo minimo contro il dollaro da quasi 3 mesi. Ora gli investitori si chiederanno se ci sarà una risposta di Mosca alle recenti misure. Probabilmente questo aggiungerebbe tensioni ai mercati nel brevissimo termine.

Poco prima delle notizie trapelate da FT, il mercato in realtà stava apprezzando il super dato sulla fiducia dei consumatori di luglio. La fiducia ha toccato quota 90,9 punti, ai massimi da ottobre 2007, dagli 86,4 punti di giugno (dato rivisto al rialzo). Bene sia la voce corrente dell’indicatore sia quella prospettica.

Questa figura ha messo in secondo piano la delusione arrivata dai prezzi delle case. L’indice Case Shiller, che misura l’andamento dei prezzi nelle prime 20 città Usa, a maggio ha mostrato una discesa congiunturale dello 0,3%. Si tratta del primo dato negativo da gennaio 2012.

Sebbene preferiamo dare più importanza a quello che i consumatori effettivamente e non a quello che dicono di fare, riteniamo che un simile dato non debba essere trascurato. I forti acquisti sul mercato azionario sembrano scontare la possibilità di una crescita sostenuta dei consumi nei prossimi mesi.

Pioggia di acquisti anche sul dollaro, che sta guadagnando terreno verso tutte le valute mondiali. Il Dollar Index, che sintetizza l’andamento del biglietto verde contro un paniere di valute, ha toccato oggi il nuovo massimo degli ultimi sei mesi, raggiungendo quota 81,30 punti.

Chiave saranno i dati sul Pil Usa del secondo trimestre in agenda domani pomeriggio e le indicazioni della Federal Reserve che arriveranno in serata. I recenti dati deludenti arrivati dal mercato immobiliare dovrebbero tenere la Fed in stand-by. Qualche indicazione sul possibile rialzo dei tassi potrebbe arrivare solo dopo il meeting di Jackson Hole di fine agosto.

Intanto, cresce l’attesa per domani quando ci saranno le figure preliminari dell’inflazione in Germania del mese di luglio, che potrebbero dare indicazioni sull’andamento dei prezzi al consumo anche nell’eurozona. Dati sotto le attese potrebbero aggiungere ulteriore debolezza all’euro, già debole nelle ultime seduta in scia all’aspettative deboli dell’inflazione nell’eurozona. Una conferma è arrivata dalla forte discesa dei tassi governativi negli ultimi due giorni in Europa, che hanno visto protagonista anche l’Italia.

EUR/USD
Non si arresta la discesa dell’euro verso il biglietto verde, con il cambio che ha aggiornato oggi i minimi da novembre scorso, arrivando a quota 1,3409. Il target principale rimane a 1,33, anche se l’ostacolo a 1,34 potrebbe arrestare temporaneamente la discesa del cambio. Ogni tentativo di recupero potrebbe trovare ostacolo a 1,35, precedente supporto a giugno. È difficile che si vada oltre questo livello, a meno che l’inflazione nell’eurozona non acceleri il passo e i dati Usa dei prossimi giorni siano pessimi. In ogni caso il cambio potrebbe arrivare sino a 1,3550, massimo della scorsa settimana.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 1,3440 con target a 1,35 e 1,3550
SHORT sotto 1,34 con obiettivo a 1,33

USD/RUB

Forte rialzo del cambio Usd/Rub questa mattina con gli investitori che hanno iniziato sin da subito a prezzare le sanzioni in arrivo dalla Ue. Il cross ha aperto nella notte con un ampio gap rialzista, arrivando nel pomeriggio a toccare i massimi da inizio maggio, varcando soglia 36. Se i rapporti tra Russia e occidente dovessero inasprirsi, il cambio potrebbe tornare presto a mettere pressione ai massimi storici di metà marzo, quando era arrivato a 37. Per ora, il tentativo di rialzo dei tassi di interesse della Banca centrale russa della scorsa settimana (dal 7,5% all’8%), non sta sortendo alcun effetto. Per una affievolimento delle tensioni potrebbe riportare il cambio sul supporto di 35,50, top di giugno e della scorsa settimana. Solo un cedimento di questo supporto sarebbe preludio per una discesa marcata verso 35, minimi delle ultime 8 sedute.

STRATEGIA OPERATIVA

LONG sopra 36 con target a 36,50 e 37
SHORT sotto 35,50 con obiettivi a 35

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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