Brasile sotto pressione, borse Europee colpite da inflazione tedesca

Scritto il alle 18:21 da Redazione Finanza.com

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Tonfo delle borse mondiali nella prima seduta di una settimana densa di appuntamenti. La seduta aveva preso una brutta piega sin dalle prime battute, ma abbiamo assistito a un peggioramento dopo i dati preliminari sull’inflazione tedesca di settembre, attestatasi allo 0,8% a/a contro lo 0,7% atteso. Sebbene i dati sulla produzione tedesca non siano brillanti, occorre che anche sul fronte dei prezzi ci sia un chiaro segnale di rallentamento per aprire gli ultimi falchi della Bce a un quantitative easing su larga scala. Le figure di oggi non vanno in questa direzione. Domani è atteso lo stesso dato per la zona euro. Il dato generale è atteso a +0,3% a/a (da 0,4%), mentre quello core dovrebbe rimanere stabile allo 0,9%. Solo dei dati sotto questi livelli potrebbero tornare a mettere pressione per un’azione decisa delle Bce. Questa settimana intanto, il consiglio direttivo si trasferirà a Napoli, dove Draghi terrà la consueta conferenza stampa post annuncio tassi. Due sono gli elementi su cui concentrarsi in quell’occasione:

1. eventuale riferimento all’ammontare del piano di ABS annunciato a settembre;

2. eventuale decisione sul collaterale che dovrebbe accompagnare gli acquisti di ABS, soprattutto per le tranches non senior, come quelle mezzanine.

Negli Usa i dati macro odierni contrastanti. L’indice pending home sales, che sintetizza l’andamento delle vendite di abitazioni in corso, ad agosto ha registrato un calo inatteso dell’1%, mentre l’attività manifatturiera della Fed di Dallas è salita a 10,8 punti a settembre, ben oltre il consenso. Buono anche il dato sulle spese per consumi personali salite dello 0,5%, a fronte di una crescita dei redditi più bassa (+0,3%). All’interno del report, l’indice dei prezzi PCE Core si è attestato ad agosto all’1,5%, stabile rispetto al mese precedente. Si tratta di una figura chiave, presa dalla Fed come target di politica monetaria (al 2%).

Gli operatori aspettano anche le prossime figure, che culmineranno con i non farm payrolls venerdì. Continuiamo a raccomandare prudenza con volatilità attesa rimanere su livelli sostenuti.

Brasile, crescente consenso Rousseff e Banca centrale penalizzano la borsa

Tonfo della borsa brasiliana, con l’indice Bovespa che cede ora quasi il 3,5%, dopo aver aperto con un calo del 5,5% e aggiornando i minimi da oltre due mesi. Gli investitori hanno risentito di due elementi:

1. la revisione delle stime sul Pil del 2014 da parte della Banca centrale (Banco Central do Brasil), allo 0,7% dal precedente 1,6%, che in un report ha spiegato come l’inflazione particolarmente alta (anche per il real debole) impedisce l’azione sui tassi dell’Istituto;

2. il crescente consenso del presidente uscente, Dilma Rousseff, nel primo round elettorale di domenica prossima. Secondo gli ultimi sondaggi alla Rousseff sarebbero attribuiti il 40% dei consensi (dal 37% precedente), mentre la sfidante, Marina Silva, dovrebbe ricevere il 27% dei consensi (dal 30% precedente).

Ormai sembra essere abbastanza chiaro che i mercati non amano il presidente uscente, e la possibilità che venga confermata sembra pesare sulle prospettive delle imprese brasiliane.

Forex: Real brasiliano sotto pressione

Tra le valute, forte deprezzamento del real brasiliano a seguito del recente sondaggio politico e dopo la revisione delle stime da parte della Banca centrale. Il cambio Brl/Usd è schizzato così verso area 2,49, livello che non vedeva da dicembre 2008. Sul fronte Eur/Usd, il cambio questa mattina si è appoggiato sui minimi di novembre 2012, a 1,2660. Da qui è partito un rimbalzo sopra 1,27. Anche secondo i dati Cftc, le posizioni speculative corte sul cambio continuano a salire, ma non sono arrivate ancora ai massimi degli ultimi due anni.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

 

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