FOREX: dopo i dati sull’inflazione crolla l’euro, Draghi vicino all’ora della verità

Scritto il alle 17:39 da Redazione Finanza.com

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Sale l’attesa sui mercati dopo i deludenti dati sull’inflazione pubblicati da Eurostat. L’Ufficio di Statistica del Vecchio Continente ha comunicato che l’indice generale dei prezzi al consumo ha evidenziato nel mese di settembre un aumento dello 0,3% (in linea con le attese). A deludere è stato l’indice core (esclusi energetici, alimentari, alcool e tabacco) che ha segnato un rialzo dello 0,7%, ben inferiore alle attese del consensus (+0,9%).

Salgono così le pressioni sulla BCE. I recenti dati sull’inflazione hanno mostrato chiaramente come l’indice dei prezzi al consumo sia ancora troppo vicino allo zero e non riesca a mostrare segnali di crescita importanti. E’ da ricordare come in alcuni paesi dell’Europa Periferica l’indice dei prezzi al consumo sia negativo.

E il momento della verità è arrivato. Giovedì si riunirà a Napoli il Consiglio Direttivo della BCE e Draghi difficilmente riuscirà a cavarsela solamente con giochi di parole.

Dopo la deludente prima asta di rifinanziamento al settore bancario T-LTRO (assegnati 82,6 mld di euro, inferiori ai 100 miliardi di euro auspicati), i deboli dati sull’inflazione, le preoccupanti cifre sulla disoccupazione (11,5% ad agosto) e sulla crescita economica nell’Eurozona, i membri della commissione operativa della banca centrale torneranno a discutere sulle possibilità di utilizzare l’ultima arma pesante rimasta nell’arsenale dell’istituto di Francoforte, ovvero il quantitative easing.

Continuiamo a credere che non sia ancora arrivato il momento del QE. Draghi utilizzerà toni molto accomodanti, fornendo abbondanti dettagli sulle nuove operazioni di acquisto di cartolarizzazioni. Draghi ha forte interesse a mantenere l’euro molto debole soprattutto rispetto al dollaro. L’eventuale deprezzamento del cambio potrebbe portare infatti a pressioni inflazionistiche che al momento sono fortemente desiderate dal Governing Council.

VENERDI’ NON FARM PAYROLLS NEGLI STATES
Importante dato macroeconomico anche per il dollaro. L’US Bureau of Labor Statistics pubblicherà i dati sul mondo del lavoro statunitense, fondamentali per intuire le prossime mosse della Federal Reserve.

RUBLO DEBOLE, NUOVI MINIMI STORICI
Continua a perdere terreno il rublo, che ha aggiornato oggi i nuovi minimi storici verso dollaro. Il deprezzamento della divisa russa è frutto di diversi fattori:
1. l’apprezzamento generalizzato del dollaro statunitense verso le valute “emergenti” in scia ai timori di un possibile rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve;
2. le continue tensioni geopolitiche in Ucraina, dopo gli scontri degli ultimi giorni;
3. la continua discesa dei prezzi del petrolio, che penalizza l’economia ex-Unione Sovietica volta all’export dell’oro nero.

Il cambio Usd/Rub ha aggiornato i nuovi massimi storici arrivando a lambire quota 40 (39,88 per la precisione), mentre quello Eur/Rub ha toccato 50,23, poco sotto i massimi di settembre (50,36) e quelli assoluti di marzo (51,20). Il mancato aggiornamento dei massimi storici su quest’ultimo, è dipeso sostanzialmente dalla debolezza fisiologica della moneta unica.

Complice questi movimenti, l’Euro-Dollar basket verso il rublo si è portato questo pomeriggio fuori la banda di oscillazione (35,40-44,40) prevista dalla Banca centrale russa, superando quota 44,45. Questo dovrebbe spingere la Banca centrale ad intervenire sul mercato con vendite di 350 milioni di dollari statunitensi, nel tentativo di arginare questa discesa.

Intanto, nel pomeriggio il portavoce del Ministero delle Finanze ha smentito la news circolata a metà seduta su un possibile divieto alla libera circolazione dei capitali nel tentativo di arginare il deprezzamento della valuta locale. Dopo la smentita la divisa russa ha recuperato lievemente terreno, con il cambio Usd/Rub tornato al ridosso di 39,50. Il supporto interessante rimane sotto 39,20, minimi da inizio settimana e successivamente a 38,20, bottom della scorsa ottava.

REAL BRASILIANO, CRISI VERDE ORO, I MERCATI NON VOGLIONO LA ROUSSEFF
Il real brasiliano (BRL) continua a rimanere molto debole sulle piazze valutarie sulla scia del ritorno delle preferenze per Dilma Rousseff. Ricordiamo come il 5 ottobre siano in calendario in Brasile le elezioni presidenziali (primo turno). Nelle scorse settimane la candidata del Partito Socialista Brasiliano, Marina Silva, sembrava essere riuscita ad ottenere i favori dei pronostici, condizione che aveva spinto al rialzo i mercati e la valuta nella speranza di un cambio di rotta nelle politiche economiche. Il recupero della carismatica politica di Belo Horizonte ha aumentato lo scontento degli investitori sui mercati, poco convinti delle capacità della Rousseff di guidare il paese. Durante l’amministrazione dell’attuale presidente la crescita del PIL del paese sudamericano è rimasta compresa tra il +1% e il +2,7%, ben inferiore ai rialzi dei decenni scorsi.

LA RBNZ VUOLE SPINGERE IL DOLLARO NEOZELANDESE PIU’ IN BASSO
Dollaro neozelandese molto debole sui mercati valutari dopo la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici che hanno evidenziato come la banca centrale della Nuova Zelanda (RBNZ) sia intervenuta massicciamente nel mese di agosto per vendere NZD.

PROSPETTIVE DI BREVE (4 WEEKS)
LONG su USD e GBP
NEUTRAL su CHF
SHORT su EUR, RUB, BRL, JPY, NZD

EUR/USD
Le nostre aspettative ribassiste sul cambio euro/dollaro sono state confermate completamente con una nuova accelerazione ribassista da parte del cambio arrivato a toccare livelli che non si vedevano dal settembre 2012 (minimo intraday a 1,2571). Gli oscillatori di prezzo sono finiti in una situazione di forte ipervenduto (RSI a 14 giorni ben inferiore ai 30 punti) che potrebbero introdurre a movimenti correttivi almeno fino al momento della verità di giovedì.
FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG

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