BCE in ebollizione, continua la flessione del petrolio

Scritto il alle 11:53 da Redazione Finanza.com

petrolio, calo quotazioni petrolio, minimi petrolio, bce, banca centrale europea, euro, dollaro usa, eurodollaro, borse.it

La settimana è iniziata all’insegna di una maggiore avversione al rischio perché i commenti da colomba della Fed sollevano timori sulla salute dell’economia globale. L’USD ha aperto in calo contro la maggior parte delle valute del G10 e dei mercati emergenti, fatta eccezione per RUB e CAD. Prosegue la flessione dei prezzi del petrolio, mentre scriviamo le perdite del greggio WTI raggiungono il 2,0%. I recenti tagli dei prezzi operati dai maggiori produttori di petrolio intensificano le speculazioni su una potenziale guerra dei prezzi imminente. Nell’Eurozona, l’attenzione è puntata sui dati definitivi riferiti all’inflazione di settembre. Le attese sono contenute e nel consiglio direttivo della BCE s’intensificano le tensioni.

In calendario l’inflazione dell’Eurozona

Questa settimana, in mancanza di eventi macroeconomici di rilievo, i dati sull’inflazione probabilmente occuperanno le prime pagine nell’Eurozona. Le cifre riferite a Francia, Spagna e Italia usciranno martedì; i dati tedeschi saranno diffusi mercoledì. Il dato aggregato sull’inflazione dell’Eurozona sarà pubblicato giovedì, le attese sono deboli.

Durante gli incontri dell’FMI a Washington, il presidente della BCE Draghi ha ripetuto che intende espandere il bilancio della BCE di mille miliardi di euro per combattere i rischi di deflazione nell’Eurozona. Weidmann, della Bundesbank, ha risposto piuttosto freddamente, dicendo che è stato comunicato “un certo obiettivo per il bilancio, quanto questo obiettivo sia formale è un’altra questione”. Sembra che la BCE sia in ebollizione a causa dell’opposizione tedesca a misure di allentamento massicce. Gli investitori vanno a caccia di dettagli sull’eventualità di un allentamento quantitativo (QE), intanto i commenti contrastanti dei funzionari tedeschi dovrebbero generare solo un sollievo temporaneo per l’EUR. Nonostante i punti di vista contrastanti al cuore del consiglio direttivo della BCE, l’impostazione accomodante rimane indiscutibilmente solida.

L’EUR/USD viene scambiato all’interno di fasce data la mancanza di nuova direzionalità in apertura di settimana. Le offerte sono collocate a 1,2700/43 (esercizio delle opzioni / media mobile a 21 giorni), si presume un’ulteriore resistenza prima di 1,2853 (23,6% di Fibonacci sulle vendite da maggio a ottobre), se dovesse perdurare la debolezza dell’USD.

L’EUR/JPY ha infranto il supporto chiave a 135,73 e ha toccato un nuovo minimo del 2014 (135,55). Gli indicatori di trend e momentum sono nettamente negativi e ciò lascia presagire ulteriori perdite in futuro. A 136,75+ si osservano barriere per le opzioni in scadenza oggi.

Le vendite di petrolio sollevano la questione di una guerra dei prezzi all’orizzonte

Proseguono le vendite di petrolio dopo che l’irachena SOMO (società pubblica di commercializzazione del petrolio) ha detto che venderà il suo greggio Basrah Light all’Asia applicando lo sconto maggiore dal 2009, dopo i tagli dei prezzi del petrolio saudita e iraniano. La flessione dei prezzi del petrolio ha subito un’accelerazione dopo che, il mese scorso, sono aumentate le forniture di petrolio dell’OPEC (al ritmo maggiore da 3 anni).

Nella settimana conclusasi il 3 ottobre, gli USA hanno raggiunto la produzione maggiore dal 1986 (fonte: Energy Information Administration) e il mese scorso è aumentata anche la fornitura dalla Russia, che si è avvicinata ai livelli storici dell’era post-sovietica. La lotta fra i produttori di petrolio per aumentare la loro quota di mercato innesca speculazioni sull’eventualità di una guerra dei prezzi.

Mentre scriviamo, il greggio WTI testa quota 84 USD (minimi del novembre 2012); il Brent è sceso a 88,40 USD (minimo da dicembre 2010). Stando ai dati della CFTC del 7 ottobre, i lunghi speculativi netti sul greggio WTI sono scesi ai minimi da metà 2013. Il ministro del petrolio kuwaitiano ha detto che la flessione del greggio potrebbe esaurirsi su livelli intorno a 76/77 USD, sulla base dei costi di produzione di Stati Uniti e Russia.

Ipek Ozkardeskaya, Market Analyst
Swissquote Europe Ltd

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli Recenti dal Network
Il tantra dei gestori, negli ultimi mesi, è stato senza dubbio questo: diminuire la duration dei portafogli. C’è della logica, ci mancherebbe
Il Ftse Mib apre in lieve correzione dopo l'impulso rialzista di ieri ma resta sopra i supporti più importanti, a cominciare dalla ex resistenza in z
La cornucopia delle pensioni è approntata ma non si decide a elargire i suoi frutti. E’ un gran parlare di modifiche, riforme, soppressione di ques
Ma davvero c'era qualche ingenuo che credeva che le trattative tra gli Stati Uniti e la Cina per evitare una vera e propria guerra commerciale era
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) ) [ uscita rialzista ] prossimo 2019/2020 Setup
In questi giorni l’attenzione degli operatori è tutta concentrata sulla vicenda dei dazi doganali e del neo protezionismo indetto dal president
Quella tra USA e Cina è molto più di una guerra commerciale. In palio la leadership economica mondiale dei prossimi anni. Ma la demografia e la ro
Partenza in ampio gap rialzista per il Ftse Mib che, incassata la vittoria sulla precedente resistenza a 22.400 (ora supporto importante), è già all