In Borsa sale la febbre, cambia l’asset allocation dei grandi gestori

Scritto il alle 19:12 da Redazione Finanza.com

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Chiudono lontano dai minimi di seduta gli indici azionari europei dopo l’apertura di Wall Street. Milano si difende con un -1,2%, mentre Lisbona ha chiuso con un -3,2% e Madrid con un -1,7%. In positivo solo il Dax per lo più dovuto a un rimbalzo tecnico. I buoni dati macro arrivati dagli Usa sembrano aver allentato un po’ le tensioni che hanno caratterizzato la prima parte della seduta in Europa. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 264 mila unità dalle 287 mila della settimana scorsa. Si tratta del livello più basso dall’aprile del 2000. Bene anche la produzione industriale di settembre, cresciuta dell’1% m/m, con la capacità di utilizzo che è salita ai massimi da oltre 5 anni. In linea con le attese il dato sull’indice Fed di Filadelfia di ottobre (a 20,7 punti dai 22,5 di settembre). Un certo effetto sul mercato è arrivato anche dalle dichiarazioni del governatore della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che ha sostenuto con una certa fermezza che la Fed deve riconsiderare il termine per la cessazione del QE. Sebbene gli acquisti mensili della Banca centrale Usa si attestino ormai a 15 miliardi di dollari, il mercato potrebbe aver letto in queste battute la possibilità che il rialzo dei tassi sarà ritardato al secondo semestre del 2015.

Nonostante i dati odierni allontanino temporaneamente i timori di un rapido rallentamento dell’economia statunitense, sui mercati rimangono ancora tanti elementi di incertezza, tra cui spiccano, in ordine:

1. i timori di un mancato superamento degli stress test delle banche europee più in difficoltà, in particolare quelle greche;

2. il rischio di una deflazione in Europa e il ritardo dell’azione della Bce sul QE, alla luce anche della revisione al rialzo del dato core di settembre dell’eurozona;

3. i timori legati alla diffusione incontrollata del virus dell’ebola, che ha fatto negli Usa la seconda vittima, con la contea di Dallas pronta a chiedere lo stato di disastro;

4. l’intensificazione dei rischi geopolitici, in particolar modo ad Hong Kong.

La volatilità sulle borse pertanto è destinata a rimane altissima anche nelle prossime sedute e il sentiment continua ad essere particolarmente fragile. Ogni rimbalzo deve essere inquadrato con un semplice movimento tecnico. I volumi delle ultime sedute a Wall Street sono stati troppo importanti per essere considerati dei semplici movimenti di correzione. È in atto un vero e proprio riposizionamento di portafoglio dei grandi gestori. In termini di asset allocation, a livello globale si registra un deflusso dal comparto equity con gli acquisti diretti sul comparto governativo, in modo particolare Treasury, Bund, Gilt e JGB (bond giapponesi). A sostegno di questa tesi, ieri a Wall Street sono passati di mano quasi 12 miliardi di titoli, livelli che non si vedevano dal 2012, mentre sul comparto governativo abbiamo assistito a un balzo dei Treasury con i volumi ai massimi storici (945 miliardi di dollari di controvalore). L’indice di volatilità ha sfiorato ieri i massimi che non si vedevano da novembre 2011 e continua a rimanere sostenuto anche oggi.

Titoli di Stato sotto pressione dopo brutta asta spagnola

Sul fronte governativo, rimangono sotto pressione i titoli di Stato della periferia dell’eurozona. In termini di asset allocation, gli operatori continuano a vendere la periferia per spostarsi sul più sicuro Bund, favorendo l’allargamento dello spread tornato ai livelli di inizio anno. Questa tendenza si è andata attenuando nella seconda parte della seduta, con il rendimento del decennale italiano che è sceso sotto il 2,6% dopo aver toccato anche il 2,7%, mentre il rendimento sul bund è tornato sopra allo 0,82% dopo aver toccato un nuovo minimo storico in area 0,718%. Agli operatori non sarebbe piaciuto l’esito dell’asta spagnola, che ha visto una copertura ben sotto la forchetta massima prevista dal Tesoro (3,2 mld di euro contro 3,5). L’andamento degli ultimi giorni potrebbe avere un impatto sull’esito dell’emissione del BTP Italia prevista per la prossima settimana. Il Tesoro domani deciderà il tasso minimo garantito e potrebbe essere più alto rispetto a quello che ci si aspetta solo a inizio settimana.urare definitivamente l’eventuale spettro di un aumento di capitale, più volte allontanato da Marchionne nelle ultime apparizioni.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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