FOREX: Yen debole, crolla la corona norvegese

Scritto il alle 18:47 da Redazione Finanza.com

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Sui mercati c’era grande attesa per conoscere le previsioni autunnali della Commissione Europea. Le attese erano per una revisione al ribasso delle stime sulla crescita del PIL ma il taglio è stato anche superiore alle aspettative. Gli esperti dell’UE hanno deciso di diminuire la crescita del PIL di Eurolandia nel 2015 dal +1,7% al +1,1%. Forte taglio per la crescita delle attività economiche nella locomotiva tedesca (nel 2015 PIL +1,1% dal +2% della lettura precedente). Male l’Italia (nel 2014 PIL -0,4% nel 2015 +0,6%). Bene, invece, la Spagna, trainata dalla domanda interna e sostenuta dalla ripresa dell’occupazione, dovrebbe evidenziare secondo gli analisti dell’UE una crescita del PIL nel 2015 dell’1,7% (in leggero ribasso rispetto al +2,1% della stima effettuata a maggio).

Grande promossa è stata l’Irlanda. Il PIL dovrebbe salire del 4,6% nel 2014 e del 3,6% nel 2015. Crediamo che molti esperti italiani di politiche economiche dovrebbero prendere Dublino come esempio di paese che si rimboccato le maniche e ha lavorato sodo per uscire dalla pesante crisi finanziaria che l’aveva colpita negli scorsi anni.

USA, ELEZIONI MIDTERM
Oggi i cittadini statunitensi andranno alle urne per eleggere gran parte dei membri del Congresso (tutti i deputati della “House of Representatives” e 1/3 del totale dei senatori – 33 seggi). Per avere un forte impatto sui mercati servirebbe una vittoria schiacciante dei democratici che darebbe un’accelerazione nel processo di approvazione dei progetti di legge promossi dall’amministrazione Obama. Tenendo conto dei recenti poll e del clima di fiducia su Barack Obama (ai minimi storici) crediamo che sia molto più probabile una vittoria del GOP che dovrebbe aggiudicarsi, secondo le nostre aspettative, la maggioranza di entrambe le camere. Le elezioni di midterm diverrebbero così un “non evento” ma sarebbero comunque importanti per capire il sentiment sul partito democratico. Come detto da molti analisti politici le elezioni di metà mandato rappresentano un referendum popolare sull’operato del presidente in carica. Una vittoria dei repubblicani darebbe la spinta giusta al partito per iniziare la campagna elettorale che porterà alle presidenziali 2016. Non ci aspettiamo che il voto possa portare forti cambiamenti sul dollaro.

RBA NULLA DI FATTO
La Reserve Bank of Australia ha deciso per la quindicesima volta consecutiva di lasciare il costo del denaro al 2,50%. Crediamo che ci possa essere un rialzo dei tassi solamente nel 2015. Nel comunicato successivo alla decisione il Governatore Glenn Stevens, ha ripetuto le affermazioni già espresse nei meeting precedenti.

Grafico Giornaliero DOLLARO AUSTRALIANO/DOLLARO STATUNITENSE

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Fonte: Piattaforma IG

PREVIEW MEETING CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BCE
Giovedì si riunirà a Francoforte il Consiglio Direttivo della BCE. Le nostre attese sono fissate per un mantenimento dei tassi d’interesse sui livelli attuali. Nella conferenza stampa del governatore Mario Draghi, successiva alla decisione sul costo del denaro, i toni del numero uno della BCE saranno molto accomodanti. Crediamo che Draghi possa fare un resoconto delle misure non convenzionali per ora promosse dall’istituto di Francoforte (aste di rifinanziamento mirate, acquisto di covered bond e ABS) aggiungendo ulteriori dettagli sulle prossime azioni. Pensiamo che il capo del Governing Council possa lasciare ancora uno spiraglio su un possibile piano di Quantitative/Credit Easing da parte della BCE in caso le aspettative d’inflazione di medio termine si allontanassero ulteriormente dall’obiettivo del 2%.

YEN SEMPRE MOLTO DEBOLE
Lo yen rimane sempre molto debole sui mercati valutari ancora appesantito dalle decisioni prese a sorpresa dalla Bank of Japan nei giorni scorsi. Ricordiamo come il Policy Board della Bank of Japan ha scelto di aumentare gli stimoli monetari, ampliando l’ammontare degli acquisti di titoli governativi (sopratttutto JGBs japanese governement bonds ma anche ETF e titoli immobiliari) per una somma pari a 30 mila mld di yen (portando il totale del piano di quantitative easing annuale a 80 mila mld di yen). La decisione è stata molto travagliata e non è stata unanime. Dei nove membri votanti della commissione operativa solamente 5 hanno votato a favore di tale scelta (voto decisivo del governatore Haruhiko Kuroda). Le nostre attese sullo yen rimangono ribassiste.

USD/JPY
Il cambio tra il dollaro statunitense e lo yen giapponese ha segnato nuovi massimi degli ultimi 7 anni circa salendo ieri fino a un top intraday a 114,22, avvicinandosi al prossimo target fissato a 114,66, top di dicembre 2007. L’eventuale superamento di tale resistenza rilancerebbe e alimenterebbe le pressioni rialziste creando i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi ambiziosi situati a 118 (picco di ottobre 2007) e 124,15 (massimo di giugno 2007). Tali prospettive grafiche saranno confermate con una perentoria vittoria dei massimi settimanali (114,22). Le aspettative invece potrebbero modificarsi in caso di cedimento del supporto di breve a 110,10. La violazione al ribasso di tale sostegno potrebbe gettare le basi per il test del supporto successivo a 105,20, strategico anche in ottica di medio termine. Sotto 105,20 il calo potrebbe essere infatti notevole e raggiungere i prossimi obiettivi situati a 101,50

Grafico Giornaliero DOLLARO STATUNITENSE/YEN

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Fonte: Piattaforma IG

CORONA NORVEGESE A PICCO
Forte calo della corona norvegese (NOK) rispetto alle principali valute. Contro euro la divisa scandinava perde l’1,50%, contro la sterlina l’1,25% e contro il dollaro statunitense l’1%. La valuta di Oslo risente notevolmente del crollo dei prezzi petroliferi. Il Brent (il greggio del Mar del Nord) ha segnato nuovi minimi degli ultimi 4 anni attorno ad area 82 dollari al barile evidenziando negli ultimi 3 mesi una perdita quasi pari al 30%. Anche il WTI light crude è su livelli molto bassi appena sopra i 76 dollari al barile. Riteniamo che il calo delle valute legate al petrolio possa continuare anche nelle prossime settimane.

Grafico Giornaliero DOLLARO STATUNITENSE/CORONA NORVEGESE

grafico daily dollaro usa corona norvegese, forex

Fonte: Piattaforma IG

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG

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