Economia Usa accelera, Milano festeggia nonostante recessione tecnica

Scritto il alle 18:03 da Redazione Finanza.com

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Chiusura di ottava contrastata per le borse europee nonostante le figure migliori delle attese sul Pil del 3° trimestre dell’anno nell’area euro. La crescita dell’economia tra giugno-settembre è stata dello 0,2% t/t (contro attese di +0,1%), mentre il dato tendenziale ha mostrato un rialzo dello 0,8%.

Tra i vari Paesi, la Francia ha mostrato una crescita dello 0,3% t/t, superiore alle attese (+0,2%). In linea con il consenso sono risultati i dati tedeschi (+0,1% t/t) e italiani (-0,1% t/t). Se la Germania scampa alla recessione, lo stesso non si può dire dell’Italia, anche se era per il nostro Paese era ampiamente atteso, come dimostra la performance del Ftse Mib.

In linea generale, possiamo affermare che le figure odierne, sebbene non siano state brillanti, hanno in qualche modo stemperato le paure di quanti temevano un pericoloso avvitamento dell’economia dell’area euro. Il mercato temeva delle brutte sorprese, che alla fine non sono arrivate. Questo concede qualche mese in più alla Bce per elaborare un piano in grado di far ripartire l’economia.

Wall Street sulla parità

Se in Europa il sentiment degli investitori è improntato a uno scampato pericolo, negli Usa il mood è su ben altri toni. L’economia a stelle e strisce continua ad accelerare. I dati sulle vendite al dettaglio di ottobre sono risultati migliori delle attese. Addirittura se escludessimo la voce relativa alle vendite di carburanti, che risente del forte calo dei prezzi degli energetici, il dato risulterebbe ancora più incoraggiante.

E l’orizzonte non può che essere roseo se guardiamo al dato preliminare sulla fiducia dei consumatori dall’Università del Michigan, che a novembre è salito al ridosso della soglia dei 90 punti, nuovo record da metà 2007. Dietro questo rialzo si mascherano gli acquisti che le famiglie si preparano ad effettuare in vista delle festività natalizie e del Black Friday.

Nonostante i dati solidi a Wall Street prevale la cautela. Gli operatori riconoscono che la ripresa statunitense sta guadagnando forza e questo potrebbe essere preludio per un rialzo dei tassi da parte della Fed. Se oggi non assistiamo a delle vendite (anche fisiologiche dopo il rally delle ultime 3 settimane), probabilmente è dovuto solo al continuo calo dei prezzi import registrato a ottobre, che allenta le pressioni per una politica monetaria restrittiva. La prossima settimana l’attenzione sarà rivolta alle minute del Fomc.

Tra gli operatori sembra crescere il consenso che la Fed possa eliminare nel prossimo meeting di dicembre la frase secondo cui i tassi rimarranno bassi “per un periodo considerevole di tempo”. Grande attenzione viene riposta anche su eventuali commenti del ruolo del dollaro forte come fattore di squilibrio nelle scelte politica monetaria della Banca centrale.

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