Euro/Franco svizzero: le ragioni dietro la mossa della Banca Centrale Svizzera

Scritto il alle 17:08 da Redazione Finanza.com

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EurChf sotto 1.2000, con primi prezzi battuti sotto la parità ed il conseguente rafforzamento del franco contro dollaro americano e le restanti divise del pianeta. Questo scenario si sarebbe realizzato anche senza la decisione della SNB di rimuovere il peg con la moneta unica (comunicata ai mercati questa mattina alle ore  10.30) a causa della forza eccessiva del mercato, ma il fatto di aver assistito alla decisione di lasciare fluttuare liberamente il franco ha portato a discese più consistenti di quelle che ci attendevamo.

Dobbiamo ancora digerire le motivazioni per cui la Banca Centrale Svizzera, che fino a una settimana fa dichiarava di essere pronta a tutto per non fare apprezzare il franco oltre il livello di 1.2000 contro l’euro, abbia deciso una mossa del genere, ma le idee ora ci risultano abbastanza chiare. Le linee guida ufficiali si ritrovano nella press release che ha comunicato la decisione, dove si evidenzia come il periodo durante il quale si è impedito al franco di apprezzarsi oltre il peg contro l’euro è servito all’economia elvetica per ‘normalizzarsi’.

Oltre a questo, la discesa dell’eurodollaro, che ha colpito il cambio a partire da metà agosto, ha portato a movimenti speculari sul cambio dollaro/franco svizzero che hanno indebolito la divisa elvetica nei confronti del biglietto verde. La concomitanza di questi accadimenti ha fatto ritenere alla SNB che non fosse più giustificato un cap sul valore del franco contro l’euro. Qui incominciano i nostri ragionamenti.

La svalutazione del franco nei confronti del dollaro ha reso gradualmente più onerosi gli acquisti di dollari che servivano ad acquistare beni o servizi quotati in dollari, materie prime sopra tutto. Da qui, la possibilità di lasciare rivalutare il franco sia contro euro sia contro il dollaro, potrebbe essere vista come un modo indiretto per abbattere i costi della produzione, unitamente al fatto che i prezzi delle materie prime, espressi in dollari, sono stati sotto fortissima pressione (e probabilmente continueranno ad esserlo).

Costi inferiori per acquistare dollari e prezzi in dollari inferiori data la discesa dei prezzi delle commodities, significano minori costi di approvvigionamento in grado di portare degli effetti sui prezzi al consumo.  Prezzi che potrebbero risultare più contenuti e dunque ammortizzare la possibile perdita di competitività internazionale, soprattutto dovuta al fatto che le esportazioni verso l’area euro pesano per la maggior parte della bilancia commerciale della Svizzera. Il tutto all’interno di un quadro di debolezza congiunturale dell’euro, che rende onerosi acquisti all’estero non soltanto se ci si rivolge alla Svizzera, ma anche se si pensa agli USA, alla Gran Bretagna e così via.

Matteo Paganini

Chief Analyst DailyFX FXCM

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