FOCUS QE: BCE si conferma una banca poco centrale, mercati festeggiano l’importo monstre

Scritto il alle 19:02 da Redazione Finanza.com

mario draghi, qe, bce, banca centrale europea, quantitative easing, 2015

Doveva essere il giorno di Draghi, ma così non è stato. Il nuovo piano di QE, tanto atteso da mesi, alla fine sembra aver entusiasmato gli operatori solo per l’importo massiccio. Il piano prevede acquisti mensili da 60 miliardi di euro, a partire da marzo 2015 sino a settembre 2016. Gli acquisti saranno ripartiti in base alle quote possedute dai vari Paesi presso la BCE e avranno ad oggetto titoli di Stato e asset delle Istituzioni europee con rating almeno pari all’investment grade. Sul totale degli acquisti, solo il 20% del rischio (ripartito in così 12% degli asset delle agenzie Istituzionali europee e 8% dei titoli di Stato) sarà condiviso, e quindi finirà nel bilancio BCE.  La restante parte del rischio rimane a carico delle singole Banche centrali nazionali. Altro provvedimento deciso nella riunione di oggi è che nelle prossime aste TLTRO il tasso sarà allineato a quello di rifinanziamento principale, eliminando lo spread di 10 punti base esistente.

I mercati sembrano aver apprezzato inizialmente l’importo monstre, che non era del tutto scontato dai mercati. La bassa condivisione del rischio della Bce ha lasciato un po’ di amaro in bocca e sembra essere il frutto del compromesso con la Bundesbank. Con la manovra di oggi la BCE ha confermato di essere una Banca poco centrale. Sebbene avere in bilancio i titoli di Stato del proprio Paese rimanga un rischio che si concretizza per le Banche centrali solo nell’ipotesi di default del Paese stesso (circostanza remota), l’elemento negativo è rappresentato dalla perdita di credibilità di una Banca centrale, dato che scarica la responsabilità delle proprie decisioni sui singoli Paesi. Con questa ripartizione del rischio, probabilmente la Germania avrebbe apprezzato anche importi superiori di QE, se poi alla fine erano i singoli Paesi a farsene carico. È pur vero che questa impalcatura evita che i singoli governi evitino di andare avanti con le riforme fiscali, dato che un eventuale fallimento graverebbe sui bond in mano alla Banca centrale nazionale e quindi ancora una volta sui cittadini.

E allora da cosa deriva la buona reazione delle borse? Beh, crediamo che una buona parte della liquidità che arriverà alle banche sarà dirottata sui mercati finanziari, mentre la decisione di allineare il tasso delle TLTRO a quello delle operazioni di rifinanziamento principale avrà impatto sull’economia reale.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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