Grecia più vicina all’accordo, Borse tornano a guardare al QE della BCE

Scritto il alle 17:53 da Redazione Finanza.com

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È stata una seduta decisamente positiva per le piazze finanziarie europee che hanno terminato tutte in rialzo. Il movimento di oggi è riconducibile senz’altro alle novità che sono arrivate dalla Grecia. Secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, in un’intervista al Financial Times, Atene vorrebbe proporre ai creditori uno doppio swap sui bond in circolazione. In particolare:

  1. uno riguarderebbe la sostituzione dei bond detenuti dai governi della zona euro con dei nuovi bond indicizzati al PIL;
  2. l’altro prevedrebbe la sostituzione dei titoli di Stato greci detenuti dalla BCE con delle «obbligazioni perpetue».

Intanto prosegue il tour di Varoufakis nei vari Paesi europei (oggi in Italia). Domani il neo ministro incontrerà il presidente della Bce, Mario Draghi, mentre giovedì sarà ospite del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble.

La buona risposta delle borse alla proposta greca, a nostro avviso, è riconducibile al pericolo scampato di un nuovo haircut del debito greco come quello del 2012. Questa era l’opzione senz’altro più rischiosa in grado di riportare tensione all’interno della zona euro. In realtà, ci sono ancora molti punti aperti. Gli investitori sembrano scontare un accordo più vicino tra le parti coinvolte.

La borsa di Atene non è rimasta a guardare. I principali indici greci hanno terminato con rialzi superiori al 10%, con le banche protagoniste. Proprio domani la Bce dovrebbe dare il via libera alla concessione dei prestiti d’urgenza (Ela) alle banche greche dopo il forte deflusso della liquidità dai conti correnti greci degli ultimi mesi.

Positiva la risposta dei listini europei. Hanno brillato soprattutto Milano e Madrid, più indietro Francoforte. Con il rientro delle tensioni in Grecia, gli investitori sono tornati a guardare al Quantitative Easing dalla BCE. Stiamo assistendo a una nuova ondata di euforia derivante da quell’annuncio, che nelle ultime sedute si era affievolita a causa della Grecia. Insomma viene meno un fattore di incertezza e i mercati ne approfittano.

Non solo. Il sentiment sembra essersi rafforzato anche dalla prosecuzione del rimbalzo dei prezzi del greggio, con il Brent che questo pomeriggio si è portato ai massimi da inizio anno, superando quota 57 dollari/barile.

Bene anche il WTI che sta tentando l’allungo sopra area 50 dollari. Un rimbalzo così sostenuto era atteso da troppo tempo, visto il tonfo quasi verticale degli ultimi mesi. Nonostante tutto, questo movimento potrebbe essere solo temporaneo e già durante la primavera potremmo tornare a rivedere i minimi toccati la scorsa settimana.

La prospettiva di un accordo più vicino in Grecia ha riportato gli acquisti anche sulla moneta unica. Il cambio Eur/Usd si è spinto sino al ridosso di 1,15, nuovo massimi dal 22 gennaio, grazie anche a delle ricoperture tecniche dei ribassisti.

Ci aspettiamo che il bottom a 1,11 possa resistere per un po’. Il cambio potrebbe sostare in area 1,15 nel medio periodo con tentativi di allungo anche verso 1,17-1,18 se la Fed dovesse allontanare il rialzo dei tassi d’interesse verso la fine del 2015.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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