Forex: la Riksbank applica tassi negativi, EUR/DKK sotto pressione

Scritto il alle 12:19 da Redazione Finanza.com

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In scia all’introduzione a sorpresa di tassi negativi e all’annuncio di un QE, la corona svedese (SEK) fa registrare l’andamento peggiore della seduta europea. In Danimarca, le pressioni sull’ancoraggio dell’EUR/DKK alimentano le speculazioni su un possibile intervento della banca centrale danese per raffreddare le tensioni prima che lunedì riprendano i negoziati fra UE e Grecia. Infine, il rand sudafricano (ZAR) riprende fiato sull’onda delle notizie politiche positive dalla riunione di Minsk su Russia e Ucraina. La produzione aurifera sudafricana ha fatto segnare il segno più per la prima volta da due anni, mentre il settore minerario continua a calare.

La Riksbank annuncia a sorpresa tassi negativi e QE

Con nostra sorpresa, la Riksbank ha deciso di intervenire senza tentennamenti e ha inaspettatamente tagliato il tasso di riferimento di 10 punti base, portandolo al -0,10%, annunciando anche l’acquisto di titoli di stato con scadenza da 1 a 5 anni per un ammontare pari a 10 miliardi di SEK. “Ci sono segnali che rivelano che l’inflazione ha toccato il minimo, ma ora la situazione all’estero è più incerta e ciò aumenta il rischio che l’inflazione non cresca abbastanza rapidamente”. Il tasso negativo sui pronti contro termine rimarrà finché l’inflazione non si avvicinerà all’obiettivo del 2% fissato dalla banca e, stando al comunicato ufficiale, procedere alla normalizzazione “non sarà opportuno” fino alla seconda metà del 2016. La Riksbank s’impegna a intervenire di nuovo in caso di necessità, fra le misure aggiuntive si fa riferimento a un programma di prestiti alle aziende attraverso le banche. L’EUR/SEK ha compiuto un rally fino a 9,6867, rafforzando il trend rialzista di breve termine in atto da settimane. L’USD/SEK ha compiuto immediatamente un balzo, raggiungendo quota 8,5551 per la prima volta dall’aprile del 2009. Poiché, nel gioco delle banche centrali, la Riksbank ha assunto una posizione molto accomodante, prevediamo che la SEK continuerà a subire l’effetto di forti pressioni a vendere. Ora la strada è spianata verso 9,00/9,30 per l’USD/SEK, livelli visti l’ultima volta sei anni fa.

Permangono le pressioni sull’ancoraggio dell’EUR/DKK

La notizia che la Danimarca ha rifiutato tutti gli ordini d’acquisto a un’asta di titoli di stato per evitare che gli investitori si precipitassero su asset in DKK ha spinto i rendimenti dei titoli a 2 anni a un livello da record, pari al -1%, mentre i rendimenti dei titoli a 5 e 10 anni sono scesi rispettivamente al -0,48% e allo 0,12%. Sebbene le emissioni di titoli di stato danesi siano state sospese fino a nuovo avviso, esse rimangono l’unica alternativa per il finanziamento pubblico. Tuttavia, stando alla banca centrale, il governo ha già i finanziamenti necessari per tutto il 2015 e non avrà bisogno di contrarre nuovo debito nell’immediato futuro. Considerando la reazione del mercato monetario all’asta di titoli di stato di ieri e i prezzi dei punti a termine, è evidente che la Banca Nazionale Danese non avrà altra scelta se non intervenire con nuove misure per proteggere l’ancoraggio dell’EUR/DKK (7,46038 corone per euro con un’oscillazione del +/-2,25%). I prezzi dei punti a termine sono scesi a nuovi minimi storici pari a -879,50, superando l’oscillazione dell’1% dall’obiettivo, anche se in pratica non è permessa una deviazione superiore allo 0,5%. Sui mercati circolano già voci sulla possibilità di un nuovo ancoraggio, se il contesto attuale diverrà insostenibile.

Per la prima volta da due anni aumenta la produzione aurifera del Sudafrica

Il rand sudafricano riprende fiato dopo che le vendite aggressive di ieri l’avevano fatto scendere ai minimi da 13 anni contro l’USD. Mentre svanisce l’avversione al rischio sull’onda dell’accordo sul cessate il fuoco fra Russia e Ucraina e del rinvio a lunedì dei negoziati fra UE e Grecia, i dati sulla produzione aurifera di dicembre hanno sostenuto la ripresa dello ZAR. Come emerge dai dati, per la prima volta da fine 2013 la produzione aurifera è diventata positiva (+2,3% a/a a dicembre), quella di platino è scesa del 14,9% a/a (rispetto al -14,3% di novembre), mentre la produzione mineraria è rimasta modesta, nonostante il lieve recupero di dicembre.

A questo punto, continueranno probabilmente le pressioni a vendere di medio/lungo termine sulle valute dei mercati emergenti ad alto rendimento, poiché permangono i rischi macroeconomici e politici globali. Tuttavia, il raffreddamento delle volatilità a breve termine sul forex dovrebbe innescare qualche copertura di corti in più sullo ZAR prima dei dati sull’inflazione del 18 febbraio. A nostro avviso, sarebbe salutare una correzione prima di un nuovo tentativo vero il livello psicologico a 12. Assistiamo alla formazione di un supporto a 11,33/11,50 (media mobile a 100 giorni / esercizio delle opzioni).
Ipek Ozkardeskaya
Market Analyst Swissquote

 

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