Atene sta ancora precipitando, ma fin qui tutto bene

Scritto il alle 12:34 da Redazione Finanza.com

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È come la storiella di quello che precipita dal trentesimo piano e giunto al ventesimo dice: fin qui tutto bene. Dopo l’annuncio dell’accordo Europa – Grecia, un’estensione degli aiuti ad Atene per quattro mesi durante i quali riceverà ulteriori 7,2 miliardi di euro, il premier greco Alexis Tsipras canta vittoria e, non potendo abbandonare i toni populisti pena pesanti attacchi dall’opposizione di Syriza, parla di battaglie e di guerra. L’accordo, al di là dei numeri e della durata, è di natura essenzialmente politica ed ha il solo scopo di non far collassare già a marzo l’intero sistema creditizio greco.

Ma Atene non ha troppe ragioni per esultare. Tsipras puntava ad avere molto più tempo, invece, in cambio della proroga agli aiuti, il governo ellenico oggi dovrà presentare il piano per il rientro nei parametri. Una sconfitta per il nuovo governo. L’arroganza greca è stata assai poco gradita e i ministri di alcuni paesi hanno reagito con particolare durezza. Se quella del tedesco Schaeuble non sorprende, la reazione di Spagna e Portogallo pare sia stata di un’inaspettata durezza.

Già oggi quindi i greci presenteranno una “prima lista di riforme” ai creditori che lo esamineranno in tempi brevi per giungere ad un verdetto che sarà comunicato dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Se non ci sarà l’approvazione, l’accordo salta.

La lista che sarà presentata oggi dovrebbe comprendere lotta alla corruzione, deregulation, contrasto alla burocrazia, alle lobby (su tutte quella degli armatori), agli evasori fiscali e persino un impegno a non fermare le privatizzazioni. “Non taglieremo le pensioni e non alzeremo l’Iva”, ha invece ribadito Tsipras.

Secondo le anticipazioni apparse sul sito di Bild, questi i principali punti della proposta greca:

  • combattere il contrabbando di benzina, entrate supplementari: 1,5 miliardi di euro,
  • lotta contro il contrabbando di sigarette, per portare 800 milioni di euro,
  • 2,5 miliardi da un incremento della tassazione sulle fasce più ricche,
  • inoltre Atene vuole incassare 2,5 miliardi di euro di tasse dovute dai cittadini e dalle imprese.

Parliamo di meno di 7,5 miliardi di euro per le casse di Atene, pari a circa il 2,5% del debito di 323 miliardi di euro che la Grecia deve restituire soprattutto agli altri paesi dell’eurozona (più del 60 per cento del totale), alla BCE e al Fondo Monetario Internazionale. Se sarà davvero limitato a questo, senza interventi sulla pubblica amministrazione e sulle pensioni, il piano greco non solo non sarà approvato ma porterà la Grecia al default.

Perché?

  1. La Grecia è un paese di 11 milioni di abitanti e con un PIL 2014 pari a circa 180 miliardi di euro e un debito di oltre 320. Tanto per fare un paragone, la sola regione Lombardia ha un prodotto interno lordo pari a circa 300 miliardi di euro (dati Eurostat).
  2. La Grecia non ha un settore industriale su cui intervenire e che possa beneficiare di una ripresa economica che si sta intravedendo nel resto d’Europa
  3. Ipotizzando di destinare il 10% del prodotto interno lordo e dei “nuovi introiti” per ripagare il debito con l’Europa, entrambe le ipotesi assai estreme stante la pochezza del tessuto industriale del paese, la Grecia impiegherebbe 12-15 anni per uscire dal commissariamento e ritrovare la piena sovranità. Uno scenario semplicemente impossibile.
  4. La Grecia ha più di 700mila lavoratori pubblici, su una forza lavoro di 5 milioni. Il rapporto è del 14% mentre in Italia è circa l’8% ed è già alto. Senza riforma della Pubblica Amministrazione e delle Pensioni, la Grecia non ha speranze.

Il governo Greco deve sì negoziare con l’Europa, ma anche condividere un piano di riforme rigorose che oltre alla corruzione e all’evasione fiscale, tocchino dipendenti pubblici e pensionati e prepararsi ad un calo del reddito pro- capite che la porterà nei prossimi dieci anni ad allinearsi con altri paesi dell’Europa orientale come Ungheria, Lettonia e Russia.

Gian Paolo Bazzani
AD Saxo Bank Italia

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1 commento Commenta
atomictonto
Scritto il 23 febbraio 2015 at 13:51

Mi permetto di lasciare un commento sulla “tattica” Greca in questa trattativa, che ebbi modo di stigmatizzare già giorni fa credo proprio su questo blog.
Quando ho visto le prime immagini di Varoufakis che cominciava il suo pellegrinaggio sono trasalito.
Occupandomi di comunicazione da parecchi anni ho notato subito come già l’abbigliamento ostentatamente casual, addirittura con la camicia fuori dai pantaloni come si fa in discoteca, potesse essere un certo problema in certi ambienti e sopratutto considerando il “target”; ministri delle finanze, e di solito pure abbastanza conservatori quando non proprio rigidi.
Ho notato poi l’atteggiamento facciale ed anche posturale del Varoufakis, visibilmente palestrato e dai modi arroganti e quasi minacciosi.
Ho visto cioè materializzarsi la figura del Ganassa con la Camiciola (per chi non fosse milanese “ganassa” sarebbe uno spocchioso, gasato, arrogante fino ad essere insopportabile).
A quel punto sono trasalito…ma come, la situazione è quella della Grecia sull’orlo del baratro bancario e poi del default, che si trova in quella situazione perchè ha truccato i conti, è gia stata aiutata e non ha rispettato gli accordi…e questi mandano uno a fare il Ganassa, pure con la Camiciola in spregio a qualsiasi consuetudine?
Sembrava surreale, la Grecia pareva pensare di andare a fare la voce grossa, pacchiana, palese, palestrata e arrogante nella sua posizione di coma economico.
Tralasciamo il fatto di andare al 10 di Downing Street vestito da discoteca con l’unico risultato di una sessione di foto ridotta a 3-4 secondi invece dei canonici 10 (gli Inglesi su queste cose non scherzano perchè il grosso del loro elettrato non ci scherza…ricordiamoci di quando Blair mise la moglie e un buon 30cm ulteriori tra lui e il ganassa nostrano silvio con bandana…).
Ma io dico…considerando che il tuo ostacolo più ostico ed anche il partner piu “pesante” nelle decisioni è la Germania…e che la Germania ha come ministro Schauble che è sulla SEDIA a ROTELLE da quasi 30 anni, e che quindi “forse” non ha proprio simpatia per chi ostenta integrità e addirittura prestanza fisica pompata dalla palestra…tu gli mandi il Ganassa con la Camiciola????
Errori incredibili, da veri pivelli.
Tzipras farebbe meglio oltre che a sorridere e dire balle a leggersi qualche romanzo di John Grisham o Scott Turow dai quali imparerebbe che gli avvocati Americani studiano persino il modo di stare seduti o in piedi a seconda della giuria che vogliono influenzare e convincere.

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