Il Re Dollaro regna sul Forex e Apple scende post-Watch

Scritto il alle 18:07 da Redazione Finanza.com

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E’ indiscutibile che sui mercati valutari il dollaro ha continuato ad acquisire forza raggiungendo livelli record. Da inizio anno contro euro il biglietto verde si è apprezzato dell’11%, contro il dollaro canadese del 9%, contro il dollaro australiano del 7%, contro il rublo russo del 5%, contro lo yen del 2%.

La divisa statunitense beneficia delle aspettative degli investitori sulle divergenti politiche monetarie delle banche centrali. La Federal Reserve è sempre più vicina a un rialzo del costo del denaro mentre gli altri istituti di credito (esclusa la Bank of England) proseguiranno con le strategie monetarie accomodanti ancora a lungo. L’ultimo report sul mondo del lavoro del paese a stelle e strisce ha aumentato le possibilità di un rialzo del costo del denaro anche prima dell’estate nel meeting di giugno.

Noi manteniamo le nostre attese fissate su un aumento con maggiori probabilità nel mese di settembre. Crediamo che il Board toglierà nel prossimo meeting del FOMC la parola paziente nella forward guidance sull’atteggiamento in politica monetaria ma difficilmente rialzerà i tassi già da giugno.

Le cifre su disoccupazione e crescita di nuovi posti di lavoro sono state sicuramente brillanti ma ci sono ancora dei dubbi sulla crescita dei salari che anche nell’ultimo report sui non farm payrolls ha deluso parecchio.

Riteniamo quindi che la FED monitorerà attentamente nei prossimi mesi l’inflazione e la crescita dei salari e solamente in caso tali variabili evidenziassero per più mesi consecutivi un pattern rialzista allora anche i membri del FOMC più dubbiosi si convincerebbero che è giunta l’ora di terminare l’era dei tassi zero negli States.

Serviranno quindi concreti segnali di una ripresa convincente per cambiare completamente rotta in politica monetaria. Un rialzo a giugno non è da escludere ma più probabile (conoscendo anche le teorie della colomba Yellen) un incremento a settembre. Sui mercati valutari, intanto, Re Dollaro continuerà a regnare ancora a lungo.

Nuovi minimi da aprile 2003 per il cambio eurodollaro sceso a 1,07. L’accelerazione della discesa è particolarmente forte legata non solo dalla forza di Re Dollaro ma anche dalla debolezza della moneta unica, appesantita dal piano di QE della BCE, dai timori sulla Grecia e dai deboli dati macroeconomici della Zona Euro (produzione industriale in Italia e vendite al dettaglio in Spagna). Manteniamo il nostro obiettivo su Euro/Dollaro a 1,05.

Apple: prospettive sul titolo dopo presentazione Watch
Finalmente abbiamo ricevuto tutti (o quasi) i dettagli sul nuovo gioiello della casa di Cupertino, l’Apple Watch. Il colosso tech ha chiarito gran parte dei dubbi sul nuovo orologio digitale. Il prezzo sarà diviso in tre fasce, 349-399 dollari per l’Apple Watch Sport, 549-599 dollari per l’Apple Watch “standard” e oltre 10 mila dollari per quello elite ovvero il Apple Watch Edition. Il costo delle due edizioni più economiche rientra nelle nostre aspettative mentre ci aspettavamo un costo inferiore per l’Apple Watch Edition.

Altro elemento particolarmente interessante è stata la durata della batteria che “dovrebbe” durare per 18 ore prima di essere ricaricata. Non avevamo grandi aspettative in merito alla durata della batteria che si piazza in media con gran parte degli smartwatch presenti sul mercato. Oltre al Watch, Apple ha inoltre presentato la nuova Apple TV coi servizi in streaming in esclusiva del canale HBO (con trailer della saga fantasy di estremo successo Game of Thrones) e il nuovo Macbook sempre più sottile sempre più leggero.

La reazione sul titolo è stata negativa con Apple che nelle prime ore di contrattazioni a Wall Street perde oltre il punto percentuale scendendo a 125 dollari. Consideriamo la flessione ancora fisiologica dopo i marcati rialzi evidenziati negli scorsi mesi. Il classico “sell the news” direbbero in molti.

Crediamo che almeno nelle prossime settimane tale fase di consolidamento possa continuare. Da segnare nei propri calendari la data del 10 aprile quando inizieranno le prevendite del nuovo gingillo del gigante di Cupertino.

Riteniamo che le vendite soprattutto dell’Apple Watch Sport possano battere nettamente le aspettative sia del mercato che di Apple stessa rilanciando il titolo verso gli obiettivi posizionati a 135 e 145 dollari per azione (medio/lungo periodo). Abbiamo, invece, forti dubbi sulle vendite soprattutto nel breve periodo del Apple Watch Edition. Il prezzo è al momento troppo elevato e il valore di rivendita dell’orologio è praticamente nullo (a parte il valore in oro).

Apple dovrà essere capace di trovare un modo per acquisire quote anche nella nicchia di mercato elite, aumentando l’appetibilità di tale device rendendolo unico (la vendita in pochi store selezionati non è ancora sufficiente per tale obiettivo).
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