Cara Bce ti scrivo…

Scritto il alle 14:46 da Redazione Finanza.com

Cara Banca Centrale Europea,
complimenti 
vivissimi per le tue recenti iniziative. Il programma di Quantitative Easing è stato un clamoroso successo finora, e tutti noi siamo rimasti molto ben impressionati dall’impatto che si è avuto sui mercati finanziari europei.

In poche settimane abbiamo assistito a una contrazione dei rendimenti dei titoli periferici, lo spread dei corporate bond ad alto rendimento è ai minimi dell’anno e i titoli sovrani tedeschi con scadenza fino a otto anni sono passati a rendimenti negativi.

Da italiano, aggiungo che leggo con piacere che, in base al rapporto ABI, i finanziamenti alle imprese nel trimestre dicembre 2014 – febbraio 2015 hanno registrato un +7,6% sul corrispondente trimestre dell’anno precedente.

E, infine, abbiamo visto l´ottimo rendimento da inizio dell´anno per l’indice azionario tedesco e per quello italiano, con una performance superiore al 25% (nel grafico i rendimenti dei decennali di Italia, Spagna e Germania e la performance del DAX rispetto all’high yield).

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Tutto bene quindi e poco importa se, con i rendimenti obbligazionari al ribasso, l´insieme dei titoli disponibili per i tuoi acquisti si stia riducendo rapidamente. In base alle regole del QE, gli acquisti dei titoli devono infatti essere limitati a quelli che presentano rendimenti superiori rispetto al tasso di deposito BCE. Piuttosto che porre termine anticipatamente al proprio piano, so che allargherai i criteri di acquisto, magari abbandonando la correlazione con il tasso di deposito e magari allungando le scadenze.

È arrivata la primavera e alla cara vecchia e decadente Europa il caldo fa bene. E, infatti, cara BCE, stiamo già cominciando a pensare a dove trascorrere le prossime vacanze estive. La discussione è aperta, ma una cosa è certa sin d’ora, quest’anno non andremo in Grecia. Sinceramente, non me la sento di spiegare alle mie figlie che in quel paese sta per avvenire, ammesso che ora dell’estate il peggio non sia già accaduto, il maggiore default della storia moderna.

La patria di Ateniesi e Spartani, con i suoi 330 miliardi di debito, si ritrova ancora una volta sull’orlo del baratro e il tuo materno abbraccio, cara BCE, rischia di non essere più in grado di salvarla dal tracollo. Eh sì, cara Banca Centrale, nonostante tutti i tuoi sforzi se la Grecia non riceverà nuovi aiuti entro fine mese, da maggio non sarà in grado di onorare i suoi debiti.

E tu, istituzione super partes e custode delle economie continentali, in base alle tue regole non puoi più fare nulla. Attraverso le operazioni ELA le stai già dando un salvagente di circa 120 miliardi di euro e so che ti dispiace di doverlo fare a tassi “punitivi”.

D’altronde la Grecia ha fatto la cattiva e tu non vuoi fargliela passare liscia, ti capisco. Prima ha barato sui conti, poi, mentre l’economia greca stava dando segnali di ripresa, si sono eletti un governo che ha bloccato le riforme e riportato il paese al tracollo. Non bastasse, non hanno fatto i compiti a casa e non hanno presentato un progetto di riforme degno di questo nome.

Ora ti toccherà scrivergli una letterina – come facesti con noi italiani ricordi? – in cui li rimproverai per la scarsa diligenza, li inviterai a fare le riforme e gli raccomanderai di non implementare controlli ai mercati dei capitali cosa che naturalmente faranno subito.

A quel punto, proprio per evitare un default da 330 miliardi, dovrai “pilotare” fuori dall’euro la Grecia che dovrà mettersi a stampare la Nuova Dracma. In questo modo si ritroverà una moneta svalutata del 40/50% rispetto all’euro, e grazie alla collaborazione dei creditori internazionali si potrà, non senza sforzi s’intende, evitare il tracollo.

A proposito, mi è giunto stamane il gradito invito al noto appuntamento annuale di Villa d’Este previsto nella prima settimana di settembre e leggo nella lista dei relatori, rigorosamente in ordine alfabetico, il nome del primo ministro greco Alexis Tsipras accanto a quello del tuo ex presidente Jean – Claude Trichet. Ora cara BCE, visti i danni che ha fatto il secondo, forse dovresti convincere il primo a stare a casa a lavorare.

Per quanto mi riguarda, stiamo tutti bene e continuiamo a cavalcare l’onda del QE, sia sull’azionario che sul dollaro. Ti prego però di non considerare il nostro shortare l’euro un segno di mancanza di stima nei tuoi confronti, anzi.

Ti porgo i miei migliori saluti che ti prego di estendere ai tuoi collaboratori tutti.

Gian Paolo Bazzani
AD Saxo Bank Italia

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