Mercati finanziari: le Borse rallentano la corsa, Unicredit taglia i costi e aumenta i dividendi

Scritto il alle 18:10 da Redazione Finanza.com

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Perdono spinta le borse europee sul finale di seduta in scia alla debolezza di Wall Street. La giornata è stata condizionata dalla mancanza di dati macro interessanti e dal clima semifestivo negli Usa per via del Veterans Day, che ha lasciato le banche chiuse.

Il sentiment potrebbe non aver accolto bene neanche i conti e l’outlook deludente annunciati da Macy’s, una delle più grandi catene commerciali statunitensi. Una simile notizia, alla vigilia della partenza della stagione degli acquisti natalizi potrebbe aver intimorito gli investitori su una crescita debole dei consumi in un periodo così importante dell’anno. L’effetto si è fatto sentire anche su Wal-Mart, che cede poco meno del 2%

In Europa, Piazza Affari rimane fanalino di coda con un -0,25%. Le trimestrali hanno condizionato senza dubbio l’andamento del Ftse Mib. Le banche popolari sono state tra le migliori, con BPM che ha segnato un +6,5%, mentre Banco Popolare ha chiuso a +3,9%. Ha fatto eccezione UBI, che ha sofferto dei ricavi sotto le attese.

Male Mediaset, che ha perso più del 9% dopo una trimestrale deludente. Il titolo è stato oggetto di una serie di bocciature da parte di alcune banche d’affari che lo hanno penalizzato ulteriormente.

Ma le attenzioni oggi erano rivolte a Unicredit, che ha rilasciato i conti del 3° trimestre e il piano industriale del prossimo triennio. Sul lato conti, ci ha stupito certamente l’utile migliore delle attese (508 milioni di euro vs attese di 460 milioni) e la crescita dei ricavi da commissioni (+2,7% a 1,9 miliardi di euro).

Come per il resto del settore bancario, però, l’Istituto di piazza Gae Aulenti fa fatica a generare reddito in un contesto di tassi bassi o negativi come quello attuale e la situazione non è destinata a migliorare nei prossimi trimestri.

Il piano industriale, invece, può essere considerato audace. Il colosso bancario italiano ha rispettato le aspettative sul taglio del personale, con una previsione di riduzione di 18.200 unità (12 mila circa al netto della cessione di asset).

E’ stata prevista la vendita degli asset in Ucraina e la ristrutturazione/cessione di altre controllate in Polonia e Austria. Nel complesso i costi saranno ridotti di 1,6 miliardi di euro entro il 2018 e mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi a 5,3 miliardi di euro. Il CET1 è atteso al 12,6% (incluso di dividendi), ben più alto dal 10% attuale.

A nostro avviso, le notizie arrivate oggi dalla Banca guidata da Ghizzoni sono positive. Il titolo, nonostante la forte volatilità, ha chiuso poco sotto la parità. Va comunque sottolineato che non ci sono state vendite massicce come è accaduto la scorsa settimana per Intesa SanPaolo.

Probabilmente il mercato ha apprezzato al generoso payout ratio (40%) su aspettative di utili in crescita nei prossimi anni. Un’indicazione questa che giudichiamo non scontata, viste le indicazioni che stanno giungendo dalle banche fuori dai confini nazionali.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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