Mercati nervosi, banche e euro deboli dopo intervento di Draghi

Scritto il alle 19:26 da Redazione Finanza.com

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Ultima seduta di settimana particolarmente nervosa con gli indici che cambiano direzione più volte nel corso della sessione. In assenza di significative cifre macro gli investitori hanno valutato con particolare attenzione le parole del governatore della BCE, Mario Draghi.

Il numero uno dell’istituto di Francoforte, intervenendo allo European Banking Congress, ha sottolineato come la Banca centrale sia pronta a intervenire ulteriormente sui mercati se le aspettative inflattive di medio termine dovessero continuare ad allontanarsi dall’obiettivo del 2% (oggi i prezzi alla produzione in Germania, hanno mostrato un ribasso importante).

Draghi ha rimarcato che tutti gli strumenti saranno a disposizione della BCE per stimolare l’inflazione, dal taglio dei tassi sui depositi (al momento si attesta al -0,2%) alla revisione del piano di QE (incremento dell’ammontare, estensione del programma e cambio della composizione dei titoli acquistati).

Crediamo che esista il 50% di probabilità che nel mese di dicembre il Consiglio Direttivo possa decidere di estendere il piano di ulteriori sei mesi oltre la scadenza di settembre 2016.

Assegniamo invece una probabilità molto minore (25%) per scelte più accomodanti da parte della BCE ovvero l’incremento dell’ammontare e l’introduzione degli acquisti di corporate bond (con rating molto elevati).

Consideriamo invece molto probabile il taglio dei tassi sui depositi (85% prob.). Lo stesso Draghi, oggi, ha affermato che un taglio dei tassi servirebbe a rafforzare la trasmissione del programma, aumentando la velocità di circolazione delle riserve bancarie.

Ci aspettiamo una forte resistenza da parte del governatore tedesco Jens Wedimann, che ha ribadito che le misure ultra-espansive diventeranno sempre meno efficaci.
Le parole di Draghi hanno avuto tre conseguenze, l’indebolimento dell’euro, i nuovi minimi storici per i rendimenti dei titoli di stato tedeschi e le perdite del comparto bancario (tensioni sui margini d’interesse). La moneta unica si mantiene su livelli molto bassi contro dollaro a 1,065, contro sterlina a 0,70 e contro yen a 130,75.

Settimana prossima, cifre macro a inizio ottava poi attenzione alle vendite del Black Friday
Nella prossima ottava avremo contrattazioni “normali” per le prime tre sedute, nelle ultime due sessioni i volumi saranno ridotti a causa della celebrazione del Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti.

A inizio settimana attenzione alle cifre macro sul PIL 3T e ordini beni durevoli negli States, che potranno dare maggiori informazioni sulle prossime mosse in politica monetaria da parte della Federal Reserve.

Venerdì sarà il Black Friday ovvero il giorno più importante per i saldi nelle grandi catene di retailer americani e data che corrisponde all’inizio della stagione natalizia delle vendite, fondamentale per valutare l’andamento dei consumi delle famiglie americane e di conseguenza lo stato di salute dell’economia del paese a stelle e strisce. Riflettori, quindi, puntati sui grandi distributori (Wal-Mart, Target, Best-Buy, Staples, Macy’s, Gap, Radioshack, Sears e JC Penney).

Riteniamo che il retailer online Amazon.com possa brillare nei prossimi mesi, evidenziando vendite in forte crescita nei quattro giorni compresi tra il Black Friday e il Cyber Monday (il lunedi’ successivo al Venerdì Nero).

Le strategie aggressive del gigante delle vendite online, guidato dal suo brillante CEO Jeff Bezos, hanno portato il titolo da inizio anno a segnare un incremento pari al +115%. Nonostante il forte trend rialzista evidenziato negli ultimi 2 anni crediamo che i prezzi abbiano ancora la forza necessaria per allungare in direzione degli obiettivi a 750 dollari.

FILIPPO DIODOVICH
Market Strategist IG Italia

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