Mercati azionari e Forex: prevale la cautela in vista della Bce, tra le valute è ancora Super Dollaro

Scritto il alle 18:10 da Redazione Finanza.com

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Chiudono contrastate le borse europee alla viglia della riunione della Bce. Sui mercati alla fine ha prevalso la cautela, nonostante i dati deludenti arrivati dall’inflazione questa mattina. Secondo la stima flash, a novembre il tasso d’inflazione è rimasto stabile allo 0,1% a/a contro attese di +0,2%.

Male il dato core, che ha mostrato un rallentamento a +0,9% dall’1,1% di ottobre. Queste figure sembrano concedere uno spiraglio in più a Draghi per un’azione importante sul fronte del Quantitative Easing nella riunione di domani, anche se continuiamo a reputarla ancora improbabile un’azione incisiva di questa portata.

Le nostre aspettative rimangono posizionate per un taglio dei tassi sui depositi di 15 punti base, eventualità questa che sembra essere già completamente prezzata dal mercato visti i rendimenti negativi sui titoli governativi dei titoli a 2 anni della zona euro.

Sul tema QE, invece, non sembra esserci un consenso condiviso tra gli investitori sulla decisione della Bce. Pertanto, crediamo che nuovi annunci su questo fronte possano avere un impatto sul mercato sia nel caso di una revisione del piano di QE sia nel caso di un nulla di fatto. Qualora il piano di Quantitative Easing venga rivisto, le modifiche più probabili potrebbero riguardare:

1. un’estensione della durata di almeno 6 mesi;

2. l’introduzione di nuovi asset oggetto di acquisto, elemento questo che implicherebbe l’innalzamento degli acquisti mensili almeno di 10/15 miliardi di euro, dagli attuali 60 miliardi.

Dobbiamo prepararci a una seduta molto volatile che potrebbe interessare tanto il mercato valutario quanto quello azionario. Proprio sul fronte forex, la moneta unica oggi è stata oggetto di vendite subito dopo la pubblicazione dell’inflazione. Il cambio Eur/Usd è tornato a mettere pressione ai minimi da aprile, in area 1,0560.

A questo movimento ha contribuito in buona parte anche il rafforzamento del biglietto verde, dopo i dati migliori delle attese sui nuovi posti di lavoro privati di novembre. Domani sul cambio potremmo assistere a un ripiegamento veloce in direzione dei minimi annuali a 1,0460 proprio nei primi istanti iniziali del discorso di Draghi.

Nel caso di una mancata revisione del piano di QE il cambio potrebbe subito rimbalzare verso 1,07, mentre nel caso di una sorpresa su questo fronte, il cambio Eur/Usd potrebbe aggiornare i livelli più bassi da gennaio 2003.

Sulle borse, l’annuncio di nuovi stimoli monetari potrebbe spronare i listini europei nel tentativo di agguantare i massimi estivi. Il Ftse Mib vede come principale scoglio l’area di 22.850 punti, livello oltre la quale si aprirebbe l’opportunità di tornare verso 24 mila punti. Allo stesso tempo, la delusione su questo fronte potrebbe essere forte nel caso di un nulla di fatto.

Tra le commodity, segnaliamo i nuovi cali dei prezzi del greggio, finito sotto pressione dopo l’ennesimo rialzo delle scorte settimanali statunitensi. Anche in questo caso, crediamo che l’apprezzamento del dollaro possa aver contribuito a questo movimento, dato che un po’ tutte le commodity hanno invertito la rotta questo pomeriggio.

Anche l’oro, infatti, è scivolato in area 1.055 dollari/oncia, a un soffio dai minimi dal 2010, collocati a 1.052 dollari. Continuiamo ad essere ribassisti sul metallo prezioso e confermiamo il target di 1.000 dollari entro la fine del 2015.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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