Mercati: le Borse europee rimbalzano ma i tori non mollano la presa  

Scritto il alle 19:19 da Redazione Finanza.com

borse europee

Riprendono la corsa gli indici azionari europei dopo due sedute di cali. Sui mercati abbiamo assistito a un marcato ritorno della propensione al rischio, grazie anche al recupero del petrolio di ieri. Il movimento di oggi delle borse potrebbe essere visto come una prosecuzione della fase di stabilizzazione dopo i violenti cali di inizio anno.

Nonostante i timori che hanno causato il crollo dei listini a inizio anno permangano, c’è ancora spazio per una prosecuzione del rimbalzo. Pertanto crediamo che il rally possa riprendere forza e proseguire almeno sino agli appuntamenti delle Banche centrali previsti a metà marzo.

A tal proposito, continuano ad arrivare messaggi da colomba dai vari esponenti della Federal Reserve, solitamente catalogati come “falchi”. Dopo il discorso di ieri, oggi Bullard tornerà a parlare sull’ipotesi di slittamento del rialzo dei tassi nelle prossime riunioni.

Anche gli operatori sembrano rivedere le proprie aspettative di ritocco dei tassi dopo i recenti dati macro migliori delle attese. L’ipotesi di non rialzo dei tassi durante il 2016 sembra perdere consensi.

Dopo le figure brillanti sulla produzione industriale e sulla vendite di case esistenti, oggi sono stati gli ordini di beni durevoli di gennaio a sorprendere gli investitori (+4,9% rispetto al +2% atteso). Buona anche la lettura del dato che esclude la componente dei trasporti.

L’attenzione ora si sposta alla seconda lettura del Pil relativa al 4° trimestre in agenda domani, che dovrebbe essere rivista al ribasso (+0,4% da +0,7%). Il dato, a meno di importanti revisioni, potrebbe essere trascurato dagli operatori visto che è giudicato troppo “vecchio” rispetto alle indicazioni che arrivano da alcuni indicatori anticipatori (PMI, ordini e fiducia).

Proprio alla luce di ciò gli investitori potrebbero apprezzare le previsioni che si stanno formando sul Pil del trimestre in corso, che stando alle stime della Federal Reserve di Atlanta, sono intorno al +2,5%.

Sul fronte valutario, il clima di risk on ha penalizzato lo yen, reduce da un rally importante. I movimenti sui rispettivi cambi verso la divisa nipponica sono stati molto importanti. Intanto è rimasta sotto pressione anche la sterlina, nonostante i dati sulla crescita in linea con le attese. I timori di una Brexit continuano a penalizzare il sentiment degli operatori, che vedono rischioso al momento esporsi su asset denominati in divisa britannica.

Tra le commodity, il petrolio continua a rimanere sopra area 31 dollari/barile. La tenuta dei 30 dollari nell’ultima settimana potrebbe permettere alle quotazioni di rilanciare verso area 34 dollari. La propensione al rischio non sembra aver scalfito la forza dell’oro, che continua a rimanere intorno ai 1.240 dollari/oncia, a poca distanza dai massimi di periodo (a 1.260 dollari).

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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