Mercati: tante attese per le parole della Yellen, poco chiaro il ritmo dei rialzi della FED

Scritto il alle 16:44 da Redazione Finanza.com

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E’ molto atteso sui mercati il discorso del governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, all’Economic Club di New York. Dopo l’ultimo meeting del FOMC vi sono forti dubbi da parte degli operatori sul ritmo dei rialzi dei tassi d’interesse da parte della FED. Il mercato crede in due incrementi del costo del denaro ma sulle tempistiche vi è molta incertezza.

I buoni dati macroeconomici statunitensi (ritorno delle pressioni inflazionistiche e ottime cifre sul mondo del lavoro) spingono per una normalizzazione dei tassi il prima possibile mentre le deboli condizioni economiche globali premono per ritardare il lancio di nuove strategie monetarie restrittive.

Il mercato, attraverso l’andamento dei futures sui FED Funds, crede in un rialzo dei tassi a luglio con probabilità poco superiore al 50% (ad aprile al 10% circa, a giugno al 36%).

La nostra view è che la Yellen possa rimanere ancora cauta confermando l’atteggiamento della FED orientato sull’andamento delle cifre macroeconomiche. Riteniamo che sia molto probabile uno scenario di un primo rialzo nel mese di giugno.

Petrolio, si torna a vendere, dominano le posizioni short

Altra giornata di forte calo per le quotazioni del greggio. La tendenza rialzista, evidenziata tra metà febbraio e metà marzo (quasi un +50% per i prezzi petroliferi) mostra forti segnali di debolezza. Crediamo che fino al 17 aprile le oscillazioni sul greggio saranno molto marcate.

Riteniamo che siano basse le probabilità che si possa tornare sui livelli di metà marzo (42 dollari al barile) se non ci saranno delle (improbabili) garanzie sull’esito del prossimo meeting di alcuni paesi produttori a Doha.

Da un punto di vista fondamentale l’eccesso di offerta sul mercato permane (offerta di petrolio sempre su livelli record e domanda in calo). Le prospettive su un prossimo accordo dei paesi produttori per il congelamento della produzione sono molto diminuite negli ultimi giorni.

Dopo il no di Iran e Libia anche l’Arabia Saudita sarebbe pronta a fare un passo indietro. In un recente report del Financial Times si è mostrato come l’Arabia Saudita abbia perso quote di mercato in paesi chiave.

Un eventuale accordo sul congelamento della produzione sui livelli di gennaio potrebbe solamente favorire i paesi che non aderiranno. L’Iran sarebbe quello che riuscirebbe a trarne più vantaggio, in poco tempo il Governo di Teheran potrebbe riuscire a recuperare le quote di mercato perse durante il periodo delle sanzioni economiche.

FILIPPO DIODOVICH
Market Strategist IG

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