Scritto il alle 16:56 da Redazione Finanza.com

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Chiudono in deciso rialzo le borse europee, in una seduta che ha risentito ancora del discorso particolarmente accomodante pronunciato dalla Yellen ieri sera. La governatrice della Federal Reserve è tornata a ribadire il concetto di un duplice rialzo dei tassi previsti per l’anno in corso, utilizzando toni marcatamente da colomba. Anche per i prossimi anni il ritmo di rialzo dei tassi sarà particolarmente graduale, ha precisato la Yellen.

L’impressione è che la Fed stia calibrando la sua politica monetaria con le parole, in modo da arginare ogni tentativo di apprezzamento del dollaro. Proprio il biglietto verde molto forte potrebbe aver penalizzato molte aziende esportatrici statunitensi negli ultimi mesi.

Per avere conferma di ciò, non resta che attendere la pubblicazione delle trimestrali, che partiranno il prossimo 11 aprile. Non possiamo escludere che molte di queste rivedranno i target per l’anno in corso, elemento questo in grado di aggiungere incertezza alle borse.

Sui mercati, il dollaro è stato protagonista di un marcato deprezzamento dopo le parole pronunciate dalla governatrice statunitense. L’effetto è stato ben evidente sul Dollar Index, un paniere rappresentativo dell’andamento del dollaro verso un paniere di valute, che è sceso ai minimi da oltre 5 mesi.

Anche il cambio Euro/Dollaro ha risentito della debolezza della divisa statunitense, arrivando questo pomeriggio a un soffio dai massimi di febbraio, a 1,1370. Non possiamo escludere un ritorno verso area 1,15 nelle prossime settimane, se i dati in arrivo oltre oceano dovessero mostrarsi più deboli delle attese. Un primo test lo avremo venerdì, visto che sono in agenda i dati sui Non Farm Payrolls.

Anche le borse hanno apprezzato l’atteggiamento accomodante della Yellen. Wall Street, questo pomeriggio, ha aggiornato i massimi da oltre tre mesi, con l’S&P500 che si è portato nuovamente al ridosso dei massimi storici, mentre il Dow Jones Industrial Average ha raggiunto i livelli che non vedeva da metà dicembre.

L’effetto positivo si è propagato anche sulle borse europee, con il Dax che ha riproposto il test alla resistenza collocata a 10.100 punti. Rimane volatile il petrolio, che è tornato nuovamente sui livelli di stamane dopo un accelerazione dopo i dati sulle scorte di greggio negli Usa.

Crediamo che se gli indici non dovessero superare il test dei massimi di marzo, le vendite potrebbero presto ripartire. Il rimbalzo dai minimi di febbraio potrebbe essere alla sua ultima chiamata e questa settimana potremmo averne una conferma.

Il mercato torna a guardare con un certo scetticismo al comparto bancario e questo potrebbe essere sufficiente a rispolverare i timori affiorati ad inizio anno. Proprio oggi le banche hanno frenato Piazza Affari con cali tra il 2 e il 3% per i principali titoli del settore. Male anche Deutsche Bank, che è tornato ai minimi da un mese.

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