Borse: dopo Draghi prosegue il rally, attenzione ora rivolta a Fed e Pil Usa

Scritto il alle 17:44 da Redazione Finanza.com

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Quarta seduta consecutiva in rialzo per le borse europee, nonostante una conferenza stampa di Draghi apparsa piuttosto noiosa. Come largamente atteso, la Bce non ha apportato modifiche sostanziali alla sua politica monetaria dopo le manovre impressionanti di marzo.

Anche dalla conferenza stampa successiva all’annuncio tassi non sono emerse indicazioni interessanti ai fini di politica monetaria. Qualche dettaglio è arrivato dagli acquisti di corporate bond, che da giugno verranno condotti sia sul mercato secondario che su quello primario (a differenza dei titoli di Stato) nel limite del 70% sull’intera emissione.

Il presidente della Bce ha anche risposto alle critiche arrivate dal fronte tedesco a inizio settimana, difendendo l’indipendenza dell’Istituto e aggiungendo che la Bce deve tener conto dell’intera area euro, non solo della Germania, per le sue scelte di politica monetaria.

La riunione della Bce ha portato a un po’ di riposizionamenti soprattutto sul fronte valutario, con la moneta unica che si è prima apprezzata rapidamente, salvo poi fare dietrofront al termine della conferenza stampa. Il cambio Euro/Dollaro si è spinto sino a 1,14, massimi da una settimana, prima di scendere violentemente a 1,1270. Medesimo movimento ha caratterizzato anche il cambio Euro/Yen, arrivato al ridosso della soglia di 125, salvo poi precipitare nuovamente a 123,35.

Nelle ultime sedute il rally sulle borse europee sembra aver ripreso forza. Il Dax, dopo aver superato l’ostacolo a 10.100 punti, si è spinto ai massimi dalla prima seduta dell’anno (risalente al 4 gennaio). La propensione al rischio non sembra smorzarsi nonostante dei dati deludenti e le trimestrali piuttosto deboli arrivati dagli Stati Uniti.

Questo crea non poche perplessità. Se dovessimo chiudere la settimana su questi livelli, probabilmente la prossima sarà caratterizzata da un tentativo di allungo, almeno sino a giovedì, all’indomani della riunione della Fed e quando poi saranno pubblicati i dati sul Pil Usa relativi al primo trimestre.

Crediamo che il mercato sia un po’ troppo ottimista su queste figure, pertanto è facile che possa rimanere deluso. Potrebbe essere sufficiente una notizia simile per far ripartire le vendite. Probabilmente sarà solo una correzione, ma in ogni caso la prudenza non è mai troppa, anche alla luce delle recenti divergenze affiorate sui mercati.

Wall Street è a un soffio dai massimi storici, con un’economia in deciso rallentamento e degli utili delle aziende decisamente lontani dai livelli dello scorso anno. A completare il quadro, vi è il petrolio ai massimi da oltre 5 mesi, nonostante i forti squilibri sul fronte della domanda e dell’offerta.

Anche Piazza Affari sembra tenere il passo delle sorelle europee. Il Ftse Mib ha terminato la quarta seduta consecutiva in rialzo (la serie più lunga da inizio marzo), ai massimi da quasi un mese. Per il principale indice milanese, la rottura dei massimi di marzo, a 19 mila punti, confermerebbero la nostra view di un allungo verso il target di 20 mila punti entro il 2° trimestre dell’anno.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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