Mercati: consumi Usa spronano le borse ma gestori mondiali continuano a vendere

Scritto il alle 16:42 da Redazione Finanza.com

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Chiudono in rialzo le borse europee dopo una settimana dominata dall’incertezza. La seduta era partita male e le vendite sono proseguite per tutta la mattinata, nonostante i dati sul Pil della zona euro siano stati generalmente positivi.

La scossa è arrivata dai dati statunitensi, dove le vendite al dettaglio di aprile sono apparse decisamente migliori rispetto alle attese. Le vendite retail sono salite lo scorso mese dell’1,3% su base congiunturale, il ritmo più alto da marzo 2015.

Crediamo che questa figura abbia contribuito ad assopire i timori degli operatori, dopo i recenti segnali di debolezza lanciati dalle grandi catene commerciali Usa. Decisamente migliore delle attese è stato anche la stima preliminare della fiducia dei consumatori, balzata a maggio a 95,8 punti, massimi da giugno 2015.

Sui mercati, però, la cautela rimane altissima e i gestori continuano a guardare con scetticismo al comparto equity. Secondo uno studio di Bank of America-Merrill Lynch, il deflusso dai fondi equity europei è proseguito per la 14esima settimana consecutiva, la scia più lunga da febbraio 2008.

La situazione non è migliore a livello mondiale, dove il deflusso nelle ultime 5 settimane ha raggiunto la cifra di 44 miliardi di dollari, il valore più alto da agosto 2011. L’impressione è che gli investitori giudichino l’azionario troppo rischioso, almeno a questi prezzi, e con uno scenario di rallentamento globale. Le recenti trimestrali di molti colossi Usa (Apple su tutti) gettano molte ombre sullo stato di salute dell’economia mondiale.

Molti grandi gestori rimangono cauti e preferiscono spostarsi su asset meno propensi al rischio. La prima scelta in un simile contesto è per il fixed income (reddito fisso), preferibilmente di qualità. Il mondo govies e corporate investment grade stanno registrando importanti flussi in acquisto.

Un’opportunità questa che molte aziende non si lasciano scappare, soprattutto a questi tassi particolarmente bassi. Alla luce di tutto ciò, le emissioni corporate investment grade da inizio anno hanno raggiunto la scorsa settimana il valore impressionante di 630 miliardi di dollari.

E l’Europa potrebbe presto giocare un ruolo da protagonista. L’imminente avvio di acquisti di bond corporate da parte della Bce (sia sul mercato primario che secondario) costituisce un forte incentivo per le aziende a fare ricorso a questa modalità di finanziamento, piuttosto che andare a chiedere soldi alle banche.

Non solo settore privato, ma anche quello pubblico sembra approfittarne. La prova è arrivata dall’esordio del titolo a 50 anni spagnolo, accolto bene sul mercato con una richiesta pari ad oltre 3 volte l’offerta.

Straordinaria è stata invece la domanda nell’asta Tnote, che ha visto i Non dealers (principalmente Banche centrali estere) aggiudicarsi circa l’85% dell’emissione (il valore più alto da luglio 2012).

Probabilmente, i dati macro delle prossime settimane saranno sottoposti al vaglio del mercato. L’emergere di segnali di debolezza potrebbe così far scattare delle vendite massicce sul mercato.

Già domattina sono attese delle figure importanti dalla Cina (vendite al dettaglio, produzione industriale e investimenti fissi) a cui seguiranno altri dati importanti Usa la prossima settimana. Ricordiamo, poi, che proprio la borsa tedesca lunedì rimarrà chiusa per celebrare il giorno della Pentecoste.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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