Mercati: domani Vienna capitale del mondo, in agenda meeting BCE e OPEC

Scritto il alle 17:28 da Redazione Finanza.com

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BCE PREVIEW: niente cambi in politica monetaria ma probabile revisione al rialzo delle stime su inflazione
Non ci dovrebbero essere grandi novità dal meeting del Consiglio Direttivo della BCE di domani a Vienna. Il lieve miglioramento delle condizioni economiche in Eurolandia ha allentato le tensioni tra i banchieri centrali per nuove misure non convenzionali a sostegno della ripresa economica. Anche la leggera ripresa dell’inflazione dopo il forte aumento dei prezzi degli energetici evidenziato negli ultimi mesi lascia più respiro a Draghi. Proprio le nuove pressioni inflazionistiche dovrebbero convincere gli esperti dell’istituto di Francoforte a rivedere al rialzo le stime sull’inflazione.

Nel report di marzo le proiezioni sull’andamento dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo erano fissate a +0,1% nel 2016, +1,3% nel 2017 e +1,6% nel 2018. Ci aspettiamo un incremento leggero delle proiezioni per 2016 e 2017 di 20 e 10 pb rispettivamente. Probabile un apprezzamento dell’euro contro dollaro verso gli obiettivi posizionati a 1,1250 e 1,13.

Riunione OPEC: non evento?
Per l’OPEC non vi sono grandi attese di annunci “market mover” dopo il ritorno dei prezzi petroliferi a 50 dollari al barile. L’ultimo meeting del cartello a dicembre e il mancato accordo di Doha hanno evidenziato l’impotenza dell’OPEC nel prendere una decisione comunitaria.

La spaccatura evidente tra Arabia Saudita e Iran non può essere risanata nel breve ed entrambi i paesi si affronteranno con alti livelli di produzione per non perdere quote di mercato. La reazione delle quotazioni del greggio tornate vicine ai 50 dollari al barile ha allentato le pressioni da parte dei paesi in difficoltà (Venezuela, Ecuador, Angola) a trovare un accordo sui livelli di produzione.

Ricordiamo, tuttavia, come gran parte di questo rimbalzo dei prezzi degli energetici sia stato causato da eventi straordinari come gli scioperi in Kuwait, gli incendi in Canada e gli attacchi terroristici alle infrastrutture in Nigeria. Ci aspettiamo un possibile movimento ribassista del greggio sul probabile nulla di fatto che sarà deciso a Vienna.

Se da un punto di vista economico il meeting dell’OPEC potrebbe non essere importante, da un punto di vista geopolitico, invece, è di grande interesse. In primis per l’entrata del nuovo ministro del petrolio di Riyad, Al Fatih, che andrà a sostituire lo storico l’Al Naimi.

Al Fatih che ha diretto per lunghissimo tempo la compagnia petrolifera statale Aramco sembra sia stato scelto dai principi sauditi per combattere ancora più aspramente all’interno dell’OPEC l’aumento di potere dell’Iran. Altro elemento d’interesse saranno proprio le dichiarazioni del ministro del petrolio di Teheran su eventuali nuovi aumenti di produzione per recuperare le quote di mercato pre sanzioni economiche.

Vendite sulla Sterlina, quanta volatilità legata ai sondaggi
Pioggia di vendite sulla valuta britannica dopo la pubblicazione di alcuni sondaggi che hanno ridato favorita, al referendum del 23 giugno, la Brexit ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Crediamo che la volatilità rimarrà molto elevata anche nei prossimi giorni, tenendo conto dell’elevata percentuale di indecisi (tra il 10 e il 15%). In due sedute la sterlina ha perso oltre due punti percentuali contro euro e dollaro sulle paure degli investitori della Brexit.

In Cina cifre deludenti sul manifatturiero, scendono le materie prime soprattutto il rame
Deludono in mattinata gli indici PMI in Cina. L’indagine condotta da Markit Economics e Caixin hanno mostrato una ulteriore contrazione del comparto manifatturiero in Cina.

L’indice si è attestato a 49,2 a maggio, sui minimi degli ultimi 3 mesi. Deludenti soprattutto i nuovi ordini e i livelli di produzione. I deboli dati macro cinesi hanno innescato le vendite sulle commodities in particolare sul rame che dipende notevolmente dalla domanda cinese.

FILIPPO DIODOVICH
Market Strategist IG

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