Mercati: borse in recupero in attesa della Bce, super dollaro penalizza l’oro

Scritto il alle 17:19 da Redazione Finanza.com

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Chiudono in rialzo le borse europee alla vigilia della riunione della Bce. Il sentiment sul mercato rimane piuttosto interlocutorio dopo il rimbalzo delle ultime settimane. Il mercato probabilmente sta consolidando in vista degli eventi di fine mese.

È bene notare che la volatilità si è ridotta considerevolmente nelle ultime sedute, con gli indici che sono tornati a normalizzarsi dopo i movimenti violenti che hanno caratterizzato le ultime settimane di giugno. Il focus rimane incentrato sulle banche in vista della pubblicazione degli stress test della prossima settimana (29 luglio). In proposito, gli investitori cercheranno di carpire qualcosa nella conferenza stampa di Mario Draghi di domani pomeriggio.

Ogni dichiarazione sulle banche potrebbe portare gli investitori a riposizionarsi in vista di quell’appuntamento. Sul fronte di politica monetaria, invece, non sono attese variazioni di rilievo. Draghi continuerà a difendere l’impegno della Bce nel garantire la stabilità dei prezzi e un’inflazione prossima al 2% nel medio periodo.

Sul fronte mercati, gli indici europei continuano ad avvicinarsi alla chiusura dei gap lasciati aperti all’indomani del Referendum sulla Brexit. Siamo abbastanza convinti che il movimento di recupero proseguirà almeno fino a metà della prossima settimana, quando poi la cautela per gli stress test potrebbe far riaffacciare le vendite sui mercati.

Non si ferma, invece, Wall Street, con gli indici principali che hanno aggiornato oggi i nuovi massimi storici intraday. Gli operatori continuano a digerire il flusso di dati macro migliori delle attese rilasciato nelle ultime settimane, a cui si aggiungono delle trimestrali superiori alle aspettative. A festeggiare oggi sono Microsoft (+6,4%) e Morgan Stanley (2,9%).

Il quadro macro Usa è migliorato a tal punto da modificare nuovamente le aspettative sul timing di rialzo tassi da parte della Fed, ora riposizionate per un ritocco a dicembre (51% di probabilità). Proprio questa aspettativa, in contrasto con l’atteggiamento ancora ultra espansivo delle altre principali Banche centrali mondiali (BoE, Bce e BoJ) sta alimentando l’apprezzamento del biglietto verde verso le altre valute.

Frutto di ciò, il cambio Euro/Dollaro stamane è sceso temporaneamente sotto 1,10, aggiornando i minimi da 3 settimane. Il trend rimane ribassista e, probabilmente, il cross domani potrebbe cercare un test all’area di 1,09.

I timidi segnali di risk on e l’aspettativa di una Bank of Japan accomodante nella riunione del 29 luglio hanno portato oggi lo yen ai minimi dal 23 giugno verso dollaro, azzerando di fatto l’effetto Brexit. Più contenuto il deprezzamento dello yen verso euro (visto l’atteggiamento accomodante della Bce), con il cross Euro/Yen che staziona a 117,50, lontano dai livelli pre Brexit (122).

Intanto il dollaro forte penalizza le commodity. A pagare il conto più salato, è l’oro che risente anche del migliorato clima di fiducia sui mercati. Il metallo giallo è sceso a 1.313 dollari/oncia, livelli che non vedeva da fine giugno. Recupera il petrolio grazie anche al calo delle scorte di greggio negli Usa.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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