Materie prime: petrolio, prezzi bassi più a lungo del previsto

Scritto il alle 10:01 da Redazione Finanza.com

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Il petrolio è di nuovo al centro delle attenzioni degli short seller visto l’incremento delle scorte di prodotti globali e di petrolio greggio. La produzione degli Stati Uniti si è stabilizzata, mentre quelle di Opec e Russia continuano ad aumentare. Di conseguenza stiamo assistendo a un ulteriore ritardo del processo di ribilanciamento, che significa prezzi bassi più a lungo del previsto.

Negli ultimi mesi, i produttori ad alto costo degli Stati Uniti hanno avuto l’opportunità di spostare la loro produzione sui 50 dollari e sulla base dell’entità di questo programma di copertura si potrebbe ottenere una maggiore elasticità nonostante la rinnovata debolezza dei prezzi.

Il terzo trimestre potrebbe essere sfidante per i prezzi del petrolio a causa della diminuzione stagionale della domanda di raffineria che tende a portare a un incremento delle scorte.

Il livello molto alto di scorte, presenti in tutto il mondo, ha contribuito alla fase di debolezza del mese scorso e, considerando anche le aspettative di crescita delle scorte di greggio, le previsioni dell’ultima parte dell’anno sono comunque più alte dei valori attuali, ma devono essere ridotte rispetto alle previsioni precedenti.

Gli speculatori di greggio WTI Nymex hanno accumulato il record di posizioni short il 2 agosto e questo, insieme al nuovo intervento verbale della Russia e dei membri più deboli dell’OPEC, dovrebbe contribuire a portare il supporto a circa 40 dollari al barile.

Il ribilanciamento subirà un’accelerazione, dal momento che la crescita della domanda continua a procedere alla velocità attesa. Lo sbalzo di fornitura, però, rende difficile un ritorno netto al di sopra dei 50 dollari entro la fine dell’anno. La suddetta elasticità dei produttori statunitensi potrebbe determinare quanto il petrolio si possa spingere al di sopra dei 50 dollari nel 2017.

Ole Hansen
Head of Commodities Strategy di Saxo Bank

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