Borse ko, scattano prese di profitto su Btp e lo spread schizza a 180 punti

Scritto il alle 17:56 da Redazione Finanza.com

Vendite diffuse sulle borse dopo i massimi storici aggiornati a Wall Street in settimana. I dati macro hanno mostrato luci ed ombre, ma comunque non sarebbero tali da giustificare un simile tonfo. Si è trattato per lo più di una fase di vendite marcate dopo il raggiungimento di resistenze chiave (1.900 punti per l’S&P500). I volumi bassi sui recenti rialzi ci avevano fatto sorgere dei dubbi sulla prosecuzione del rally. Oggi le contrattazioni in borsa sono tornate sui livelli medi di periodo e la volatilità misurata dal Vix è schizzata sopra quota 13,5% dopo aver toccato i minimi annuali ieri (al 12%).

Sul fronte macro, i nuovi sussidi settimanali di disoccupazione hanno toccato il livello più basso da maggio 2007, mentre gli indici manifatturieri della Fed di Filadelfia e di New York hanno battuto entrambe le stime. In particolare quest’ultimo (Empire State Manufacturing) ha raggiunto i massimi da maggio 2010. Le buone figure degli indici manifatturieri di maggio hanno un po’ mascherato la delusione arrivata dalla produzione industriale, scesa inaspettatamente ad aprile. La vera delusione è arrivata dall’indice Nahb di maggio, sceso a 45 punti dai 46 del mese scorso e contro le stime di 49 punti. Il mercato immobiliare continua ad essere sotto stretta osservazione da parte della Fed e il miglioramento delle condizioni meteo non sta portando i miglioramenti sperati. Per ora il quadro di politica monetaria non cambia, ma se dovessero esserci pressioni sull’inflazione è lecito attendersi un’accelerazione dall’uscita dagli stimoli monetari.

In Europa, Piazza Affari è stata la peggiore borsa europea. Male anche il resto della periferia. Cali più contenuti per Francoforte e Parigi. I dati sulla crescita rilasciati questa mattina hanno creato occasione di vendita dopo il rally a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi. Brutta anche la lettura del Pil italiano, tornato a scendere nei primi tre mesi dell’anno. Neanche la ripresa dell’export è riuscita a contenere il calo dei consumi interni, dovuto a una costante permanenza del tasso di disoccupazione sui livelli massimi dal 1974.

Forex: Eur/Usd a doppia velocità, ma target rimane 1,35
Sul fronte valutario, la seduta ha visto un iniziale debolezza dell’euro che ha aggiornato i minimi da fine febbraio sia verso dollaro che verso yen. Nel pomeriggio la moneta unica ha recuperato gran parte del terreno perso per effetto delle ricoperture e di una debolezza del biglietto verde. La rottura di alcuni livelli tecnici importanti, ci inducono a pensare che la moneta unica rimarrà sotto pressione almeno sino al prossimo meeting della Bce (5 giugno). È probabile che sino a quella data il cross Eur/Usd possa arrivare verso quota 1,35, minimi da inizio anno. Continua il recupero dello yen, favorito dal diffuso senso di avversione al rischio affiorato nel pomeriggio.

Italia: Ftse Mib verso chiusura peggior settimana da dicembre
Ennesima seduta in rosso a Piazza Affari, con il Ftse Mib che ha terminato in calo del 3,6%, a quota 20.420 punti. L’indice, che aveva retto inizialmente al supporto collocato a 20.500 punti, ha poi accelerato verso il basso. La direzione sembra essere ora verso quota 20 mila punti, livello che non deve essere violato affinché il sentiment si deteriori del tutto. Non si arrestano le prese di profitto sui titoli bancari che hanno terminato con cali dell’ordine di 5-6 punti percentuali. Proseguono le vendite anche su Mediaset (-8,5%), dopo i conti deludenti rilasciati in settimana. Male anche Intesa SanPaolo (-6,2%), che ha lasciato sul terreno oltre il 4% dopo una trimestrale migliore delle attese.

Titoli di Stato: vendite sulla periferia, vola il Bund
Sul fronte governativo, la seduta è stata caratterizzata dalle vendite massicce sui titoli della periferia della zona euro e dagli acquisti sul Bund. Il rendimento sul decennale tedesco è così sceso all’1,30%, minimi da un anno. Il forte rialzo dei tassi sulla periferia ha fatto sì che gli spread con il decennale tedesco segnassero il maggior rialzo da oltre 8 mesi. Il differenziale Btp-Bund è tornato a 180 punti base. I dati sulla crescita hanno riacceso qualche timore su alcuni Paesi periferici, Italia inclusa, e questo ha spinto gli operatori a prendere profitto dopo il rally degli ultimi mesi. Questi movimenti dovrebbero rientrare nelle prossime settimane. Il Tesoro è riuscito a scampare al rialzo dei tassi dopo il lancio di ieri del nuovo Btp a 15 anni.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG

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