La Banca Nazionale Svizzera non gioca il jolly del tasso negativo, il TLTRO della BCE delude le previsioni

Scritto il alle 12:46 da Redazione Finanza.com

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I mercati valutari sono sotto pressione per effetto del fitto calendario economico e politico. La Fed ha segnalato un percorso di normalizzazione dei tassi più ripido, pur ripetendo che il primo intervento avverrà “un periodo di tempo considerevole” dopo la fine del programma di acquisto asset (PAA). In Svizzera, la BNS ha deciso di non giocare il jolly del tasso negativo; secondo noi ha fatto bene, vista la forte delusione dopo la prima tornata di TLTRO della BCE.

Oggi la Scozia vota per la sua indipendenza. Stando agli ultimi sondaggi, il divario fra i “sì” e i “no” continua a essere molto marginale. I risultati del referendum si avranno domani mattina presto. Il complesso GBP rimane all’interno di fasce a causa dell’incertezza. Si prevede un aumento delle volatilità non appena inizieranno a filtrare i primi risultati.

BNS pronta a un’azione immediata

La Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha mantenuto invariato l’obiettivo per il Libor a tre mesi allo 0,00-0,25% e ha ribadito il suo impegno a difendere la soglia dell’EUR/CHF a 1,20, dicendo di essere pronta ad acquistare quantità illimitate di valuta se sarà necessario. La BNS si è concentrata sul deterioramento del clima internazionale negli ultimi mesi e ha avvertito che sono tornati ad aumentare i rischi di una deflazione in Svizzera. Soprattutto alla luce dei forti stimoli della BCE e dei rischi geopolitici che favoriscono la forza del franco, la BNS ha detto di essere pronta a intervenire immediatamente, qualora si rendesse necessario. Dopo la BNS, c’è stato un passeggero rialzo della divisa elvetica.

In questa fase, ci sentiamo tranquilli rispetto alla politica della BNS. Poiché la “base” minima di cambio non è stata messa alla prova, non prevedevamo che la BNS passasse all’offensiva. La BNS sa che l’efficacia degli strumenti di politica monetaria potrebbe essere limitata, se messa di fronte a un “muro di ordini”, o sulla scia degli interventi della BCE o di flussi verso i porti sicuri generati da crisi geopolitiche. La BNS quindi si riserverà di agire finché non sarà davvero necessario, e secondo noi per prima cosa interverrà sul mercato valutario.

Riteniamo che la BNS abbia preso una decisione prudente nel non calare il jolly del tasso negativo, visto che la BCE non ha ancora giocato tutte le sue carte. Oggi la BCE presterà 82,6 miliardi di euro con la prima tornata di TLTRO. Si tratta di un ammontare decisamente inferiore alle previsioni, già deboli (intorno ai 100 miliardi). La delusione generata dalle TLTRO di oggi lascia presagire che i prestiti totali rimarranno significativamente sotto il tetto massimo previsto, pari a 400 miliardi di euro, per la prima delle due operazioni (la seconda si terrà a dicembre). Se davvero fosse così, la BCE forse sarà costretta a riconsiderare un allentamento quantitativo (QE). E in quel frangente saremmo lieti che la BNS calasse il jolly del tasso negativo.

La normalizzazione più ripida della Fed inizierà “un periodo di tempo considerevole” dopo la fine del PAA

La Fed non ha deluso i mercati alla riunione di settembre. La decisione di politica monetaria ha rispettato in pieno le attese: gli acquisti di asset mensili sono stati ridotti di altri 10 miliardi di dollari e si concluderanno a ottobre. Il tasso d’interesse sui fondi federali rimarrà però ai minimi storici per un “periodo di tempo considerevole” dopo la fine dell’allentamento quantitativo (QE), come ha ripetuto ieri Yellen nel suo intervento. Il passaggio chiave, che denota un’impostazione più da falco, è stato il percorso di normalizzazione più ripido, anche se la tempistica rimane incerta.

Non esiste un’interpretazione meccanica del “periodo di tempo considerevole”, sostiene Yellen, che secondo noi continuerà a essere prudente, vista la fiacchezza del mercato del lavoro. In questo contesto, manteniamo invariata la nostra previsione sul primo rialzo dei tassi della Fed, che, a nostro avviso, avverrà nel secondo trimestre del 2015.

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